Autore Topic: I quattro assi dell'aria di Monticelli  (Letto 2459 volte)

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Offline Fabio

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I quattro assi dell'aria di Monticelli
« il: 22 Set 2010, 22:26:29 »
Monticelli d’Ongina ha un passato di spicco nell’Aviazione militare, visto che ha dato i natali ad almeno quattro piloti di alto grado che hanno partecipato alla Seconda guerra mondiale e si sono distinti sia in battaglia sia dopo il conflitto, in un caso anche entrando tra le fila dei partigiani. Si tratta di Antonio Zangrandi (generale di squadra aerea), Danzio Finetti (maresciallo pilota), Luigi Bricchi (generale di aviazione pilota) e Fernando Marcotti (sergente maggiore pilota). Quest’ultimo, classe 1917, nel corso della Seconda guerra mondiale è stato assegnato prima al 32° Stormo Aerosiluranti e poi trasferito al 43° Stormo Squadriglia aerei da bombardamento terrestre. Una volta finita la guerra, tra ricordi difficili da dimenticare e voglia di ricominciare, è stato assunto come impiegato dal Comune e lì ha lavorato sino al raggiungimento della pensione.
Finetti, classe 1919, allo scoppio della guerra è stato assegnato prima al 10° Stormo BT dell’aeroporto di Bresso, poi al 39° Stormo Squadriglia dell’aeronautica dell’Egeo (a Rodi) e infine, di ritorno in Italia nell’aprile 1941, ha preso servizio presso l’aeroporto di Viterbo. La sua esperienza lo ha portato anche alcuni mesi in Russia al comando dell’Aeronautica Fronte orientale: dal 1943 e sino al 1945, in seguito al proclama di Badoglio dell’8 settembre si unì ai partigiani. Assunse il nome di battaglia di ‘Mosquito’ e operò in Val d’Arda sotto la guida del partigiano ‘Bersani’; a lui negli anni ’70 andarono tre croci al merito di guerra.
Antonio Zangrandi, classe 1922, partecipò a numerose missioni di guerra ai comandi del velivolo G50; alla fine del conflitto entrò nella neo costituita Aeronautica militare italiana, assegnato al 20° Stormo Caccia con sede ad Orio al Serio dove venne poi promosso capitano e comandante di squadriglia, prima su velivolo P51 Mustang e poi sui primi aviogetti Vampires DH100. Ma il suo ruolo più importante arrivò nel 1976, quando fu nominato vice comandante della rappresentanza militare italiana presso la Nato a Bruxelles.
E infine Luigi Bricchi, pluridecorato con medaglia d’oro di LungaNavig, medaglia Mauriziana e conferimento di Cavalierato della Repubblica e ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica. Classe 1934, Bricchi è l’unico a non aver vissuto da pilota la Seconda guerra mondiale ma ha comunque ricoperto numerosi ruoli importanti: per citarne solo alcuni è stato al comando Forze alleate del Sud Europa a Napoli, ha guidato la scuola di pilotaggio di Latina, l’aeroporto di Vigna di Valle a Bracciano e infine dal 1983 ha rivestito il ruolo di addetto militare aeronautico e navale per la Svezia e la Norvegia presso l’ambasciata italiana a Stoccolma. Da segnalare infine che nel 1961-62 ha partecipato alla missione Onu in Congo.

La curiosità
A compiere ricerche sul legame tra Monticelli e l’aviazione militare è stato in particolare lo storico del paese Giuseppe Fantini, che nel settore ricorda anche altri due personaggi secondarimacomunque importanti. Il primo è il motorista Mario Ghizzoni, figlio di una coppia di Olza. A 18 anni si arruolò volontario nell’Aviazione a Bologna, trasferendosi poi a Capua, a Lecce e infine ad Elmas in Sardegna. Durante la guerra, nel 1942, fu mandato in Albania e lì fu protagonista di episodi particolarmente spettacolari: in più di un’occasione salvò i suoi compagni salendo sulle ali del velivolo di turno e riparando guasti al motore in volo. Proprio queste imprese che diverse volte gli permisero di riportare a terra sano e salvo l’intero equipaggio, gli valsero varie decorazioni al valore militare. Altro motorista originario di Monticellimadi tempi più recenti fu invece Federico Cattadori: studiò alla scuola di Caserta per poi trasferirsi a Romapresso la Scuola di pratica di mare e infine in Sardegna all’aeroporto di Elmas. Dopo il congedo prese servizio nei vigili del fuoco di Roma alle Capannelle e infine presso il comando di Piacenza.


http://www.cremonaonline.it/il-territorio/radici-e-storia/i-quattro-assi-dell-aria-di-monticelli-1.52014



Offline pipistrello

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Re: I quattro assi dell'aria di Monticelli
« Risposta #1 il: 23 Set 2010, 09:51:58 »
Direi che uscire sull'ala durante il volo è materialmente impossibile, probabilmente raggiungeva il motore alare strisciando all'interno dell'ala, questo era possibile ad esempio sull' S.M.82,  comunque non poteva arrivare a toccare il motore, m

Offline pipistrello

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Re: I quattro assi dell'aria di Monticelli
« Risposta #2 il: 23 Set 2010, 09:54:41 »
Scusate l'errore di trasmissione, termino la frase...

"ma solo quanto era dietro la parafiamma".