Autore Topic: Cinque nomi per quattro cadaveri  (Letto 836 volte)

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Offline Freddy

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Re:Cinque nomi per quattro cadaveri
« Risposta #15 il: 01 Giu 2019, 21:10:44 »
Non conoscevo questa vicenda ma mi ha colpito il nome Terzi.
Conosco qualcosa della famiglia Terzi di Sant'Agata dato che me ne aveva parlato Maurizio Terzi, mio ex collega di lavoro e ultimo discendente del ramo udinese della famiglia.
A dire il vero nè lui nè suo padre ci tenevano gran che al titolo nobiliare anche se si tratta di una delle più antiche famiglie nobili italiane. So che è cugino di primo grado di quel Giulio Terzi che è stato ministro degli esteri nel governo Monti ma nulla di più. So anche che oggi Maurizio ha una ditta che si occupa di distribuzione di prodotti chimici e ho cercato, senza fortuna, un numero di telefono per vedere se aveva informazioni su quel suo parente perito nello schianto.
Purtroppo in rete il numero di telefono non si trova e sono ormai più di 20 anni che non lo sento per cui non saprei come mettermi in contatto con lui.
Va be', questo aiuta comunque poco.
Allego un paio di foto delle lapidi attuali che si trovano nel cimitero militare di Assisi.
Una foto della precedente sistemazione delle sepolture e una pagina del Aircraft lost on Allied Force's Special Duty Operations che riporta i dati dell'aereo e dell'equipaggio.
In particolare, in quest'ultimo documento si può vedere che l'aereo era caduto nei paraggi di Avezzano e quindi potremmo escludere San Pio delle Camere.
Guardando poi le due lapidi ho notato che tutti, a parte Primiceri, (chissà perché) sono stati promossi d'autorità al titolo di dottore, cosa ovviamente impossibile vista l'età. A tal punto, considerata la "fantasia e lo zelo" di chi aveva scritto i testi delle epigrafi, potrei nutrire anche qualche dubbio riguardo al grado militare... ma la cosa è irrilevante.
Tutti poi figurano come partigiani e questo potrebbe anche starci per alcuni ma anche qui ho qualche dubbio.
So molto bene, infatti, almeno riguardo al marchese Terzi, che la famiglia non aveva proprio grandi simpatie per il regime e ancor meno per la Resistenza, erano se mai dei convinti monarchici.
Anche nel caso di Pelosi e Fiorentini, (e forse anche di Pimiceri), il grado di sottotenente a 18 e 19 anni dei primi due, farebbe pensare ad ex allievi di un'Accademia militare più che ad una carriera sul campo.
D'altra parte è pensabile che l'SD non arruolasse, tra i propri agenti, personaggi che non avessero già una preparazione adeguata e che, comunque, non fossero sicuramente affidabili e garantiti dal governo in carica, chiaramente monarchico.
Ultimo punto. Riguardo a Giulio Terzi, non ho trovato nelle genealogia di tutti i rami della famiglia, alcun Giulio Terzi di Sant'Agata nato nel 1920. Ci sono due Giulio ma uno è di inizio '800 e l'altro è del 1946 ed è l'ex ministro degli Esteri.
Ci sono, però, altre famiglie nobiliari con cognome Terzi ma non imparentate con i Sant'Agata.
Certo, osservando la foto del cimitero vecchio, si nota che la croce di Terzi è quella più "addobbata" per così dire. Si potrebbe quindi pensare che in realtà fosse un personaggio noto e importante.
Anche qui, quindi, potrei pensare che il compilatore delle epigrafi avesse lavorato un po' di fantasia attribuendo a quel Giulio Terzi una casata non sua.
In conclusione non ho potuto trovare risposte ai quesiti posti ma solo aggiungere qualche dettaglio e qualche considerazione.

Offline kanister

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Re:Cinque nomi per quattro cadaveri
« Risposta #16 il: 02 Giu 2019, 00:14:04 »
La foto del vecchio cimitero è la stessa che trovo nel libro "Trusty to the end" ed anche i dati dell'equipaggio coincidono.

Circa il "Terzi" pensa che avevo immaginato che l'ambasciatore, nato poco dopo la guerra, riprendesse il nome del parente morto, però ora mi fai sorgere dei dubbi: e se fosse lui il "Gentile"?

Concordo poi con tutte le tue altre considerazioni, a partire dal "Dott" a 18-19 anni in avanti.
Non vediamo la storia per come è ma per come siamo.

Offline Freddy

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Re:Cinque nomi per quattro cadaveri
« Risposta #17 il: 02 Giu 2019, 08:17:23 »
Già, lo credo anch'io. Gentile è una forma abbastanza disusata per dire "nobile di nascita". Come pseudonimo andrebbe benissimo e non farebbe una grinza.
« Ultima modifica: 02 Giu 2019, 08:26:42 da Freddy »

Offline Freddy

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Re:Cinque nomi per quattro cadaveri
« Risposta #18 il: 02 Giu 2019, 08:49:31 »
Ho notato che in onorcaduti ci sono :
Fiorentini
Pelosi
Permiceri
Tutti morti 1l 16 8 44
Non c'è Terzi Giulio


In realtà, nel database di Onorcaduti, Giulio Terzi è presente. Cercando con il nome non lo trovi perchè lo hanno messo come "di Sant'Agata Giulio. (Vai a capire...) La data di morte è corretta.
Nel database non ho invece trovato alcun Francesco Gentile deceduto il 26 agosto 1944.
Kanister, dove hai trovato che Gentile è morto nella caduta di un aereo che lo riportava al Nord? Almeno da quello che risulta dagli elenchi dell' SD in quella data, in Italia, era caduto solo l'EB 154.

Offline kanister

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Re:Cinque nomi per quattro cadaveri
« Risposta #19 il: 02 Giu 2019, 09:15:43 »
Trovo notizie di "Francesco Gentile" nelle memorie di "Mauri", capo delle formazioni azzurre in Piemonte, nei libri di Renzo Amedeo, dedicati agli autonomi ed in vari altre opere, comprese quelle di Sogno che però non deve averlo conosciuto personalmente perché non da l'impressione di abbinarlo a Terzi e nemmeno all'aereo caduto il 16 agosto.
L'unico collegamento l'ho fatto io per la coincidenza delle descrizioni e delle date e per il fatto che le missioni erano solitamente di tre persone (capo missione, sabottatore, rt) e qui invece sono quattro.
"Gentile", come detto all'inizio. era già stato capo della missione  HHH ed era tornato al sud rubando un G55 sulla pista di collaudo per portare importanti documenti.
Tra l'altro la missione HHH, a causa di una radio non funzionante, aveva corso il rischio di essere fucilata dai partigiani.
Non vediamo la storia per come è ma per come siamo.

Offline kanister

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Re:Cinque nomi per quattro cadaveri
« Risposta #20 il: 07 Giu 2019, 17:41:57 »
Ultimi sviluppi:
sto esaminando una serie di radiomessaggi intercorsi tra varie missioni in Piemonte ed il centro.
Nel primo  del 31.7.44 "Gentile" avvisa di accogliere allì'aeroporto di Bastia un G55 con insegne tedesche nei giorni tra il 2 ed il sei agosto.
Nel secondo del 13 agosto si informa che sono stati presi accordi per un prossimo ritorno di "Gentile" in Piemonte, con un'annotazione a matita che informa che "Gentile" è morto in unn incidente aereo mentre era in viaggio per essere lanciato.
Fin qui niente di nuovo, direi.
Però in un messaggio del 9 agosto diretto ad altra missione si comunica che Primiceri è arrivato bene con tutte le loro relazioni.

A questo punto direi che l'associazione "Gentile"- Primiceri sia quasi certa. Che ne dite?
Non vediamo la storia per come è ma per come siamo.

Offline Freddy

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Re:Cinque nomi per quattro cadaveri
« Risposta #21 il: 08 Giu 2019, 16:20:14 »
Alcune considerazioni:
1) Riguardo al G 55 con insegne tedesche che sarebbe dovuto arrivare a Bastia tra il 2 e il 6 agosto, non riesco a capire se poi ci sia arrivato o no.
C'è da dire che un lasso di tempo di 4 giorni farebbe pensare ad un aereo catturato dalla resistenza e a disposizione del pilota su un campo d'aviazione adeguato come lunghezza pista, in condizioni di volo e con serbatoi pieni.
Ci sarebbe poi voluto un pilota che conoscesse la macchina abbastanza bene da tentare un decollo in area occupata, volare fino alla Corsica e poi atterrare a Bastia senza problemi.
Certo non si ha l'idea di un'incursione su un campo tedesco con cattura del mezzo e decollo immediato.
Riguardo alle capacità di Gentile come pilota non so cosa pensare. Solo una delle fonti che ho trovato parla di lui come di un capitano dell'aviazione ma non si capisce in quale ruolo. Negli elenchi dei piloti dell'ANR non sono riuscito a trovarlo (nemmeno come Primiceri) e per aver avuto l'occasione di pilotare un G 55 dovrebbe aver fatto parte del II Gruppo Caccia ma questo non risulta dagli elenchi.
Da un controllo dei G 55 catturati dagli Alleati, risultano solo una quindicina catturati in Africa ed uno in Italia Meridionale dove era arrivato tramite un pilota disertore nei giorni e che era stato poi trasportato a Tangmere (UK), per i test, il 17 marzo 1945.
Le prove di volo poi non si erano potute fare a causa del pessimo stato di conservazione (corrosione) dell'aereo.
Quindi nessun G 55 in Corsica. (A meno che non sia quello poi portato a Tangmere).
Comunque sia si trattava sempre di velivoli con insegne italiane. In particolare, su quello di Tangmere, in una foto sono chiaramente visibili sulla fusoliera e sul timone di direzione le pecette nere che erano state applicate per coprire le insegne dell'ANR dopo che l'aereo era stato dotato dei colori della RAF.

2) E' certo possibile che Gentile fosse uno pseudonimo di Primiceri. Non abbiamo però alcun indizio a tale riguardo. Da quanto tu affermi, Gentile avrebbe trovato la morte nellacaduta dell'aereo che lo stava trasportando nuovamente al Nord.
Questo sarebbe avvenuto, presumibilmente, dopo il 13 agosto dato che la nota a matita era stata aggiunta successivamente.
Tra il 13 e il 16 agosto non risultano perdite di velivoli per trasporto agenti o rifornimenti in Italia.
Il solo è quello di cui abbiamo parlato per cui si potrebbe pensare che Gentile e Primiceri fossero veramente la stessa persona e, d'altra parte, nel database di Onorcaduti troviamo Primiceri con luogo e date di nascita e morte ma nessun Gentile Francesco che soddisfi ai criteri della ricerca.
« Ultima modifica: 08 Giu 2019, 16:42:34 da Freddy »

Offline Freddy

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Re:Cinque nomi per quattro cadaveri
« Risposta #22 il: 08 Giu 2019, 17:20:57 »
Bene, ho anche scovato la storia del famigerato G 55.
In realtà la fuga c'era stata ma con modalità diverse. La descrizione dei fatti si trova in Air War Italy 1944-45 di Beale, D'Amico & Valentini.
A pagina 84 si riporta: (tradotto)
"Nel tardo pomeriggio (del 4 agosto) un paio di P-47 del 346th F.S, 350th F.G., in volo di addestramento nell'area di Piombino erano rimasti sorpresi nel vedere un G 55 con le insegne dell'A.N.R. che volava basso lungo la costa. Gli Americani si erano avvicinati e avevano notato che nell'abitacolo c'erano due uomini che gesticolavano mentre il carrello di atterraggio veniva abbassato. L'aereo era stato scortato fino all'atterraggio sull'aeroporto di Piombino alle 15.30. Il pilota, che indossava una tuta di volo immacolata, era il M.llo Serafino Agostini, un pilota collaudatore della FIAT. Il suo passeggero, in abiti civili, portava una cartella contenente documenti ed era il Ten. Francesco Gentile, un agente degli Alleati paracadutato dietro le linee nemiche, in Piemonte due mesi prima per raccogliere informazioni con l'aiuto dei partigiani locali.
L'arrivo del G 55 (il primo a cadere intatto in mani alleate) era stato annunciato, il 31 luglio, in un radio messaggio inviato da Gentile per avvertire gli Alleati di aspettarsi l'arrivo dell'aereo tra il 2 e il 6 agosto a Bastia in Corsica.
Nel pomeriggio del 4 agosto, il maresciallo Agostini si stava preparando a decollare dall'aeroporto di Torino Mirafiori per collaudare il G 55, MM 91150; l'ora e la temperatura esterna erano stati scelti per una maggiore sicurezza. (Il Federale di Torino aveva poi scritto a Mussolini che era noto come il Sig. Nardi, direttore della FIAT Aeronautica, avesse aiutato e facilitato il "furto" del G 55.)
Rullando lentamente e con l'abitacolo aperto il G 55 era arrivato alla testata pista. Gentile, che era nascosto tra la vegetazione, era balzato a bordo del Centauro e aveva preso posto sul seggiolino mentre il pilota si era seduto sulle sue gambe.
Senza che nessuno si fosse accorto di nulla, il G 55 era decollato. Non si erano diretti verso la Corsica ma invece avevano preso una rotta in direzione di Roma; l'incontro con i P-47 li aveva poi costretti ad atterrare a Piombino.
Agostini e Gentile erano stati portati a Roma la sera stessa mentre il G 55 li aveva seguiti il 15 agosto successivo."

Offline kanister

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Re:Cinque nomi per quattro cadaveri
« Risposta #23 il: 09 Giu 2019, 18:57:41 »
Ti ringrazio per le ulteriori notizie.
In effetti nel frattempo avevo scovato anche io tutta la storia Agostini/Gentile, mi mancava solo il particolare dell'intercettazione ed atterraggio a Piombino: ero rimasto alla destinazione Corsica.
Non vediamo la storia per come è ma per come siamo.