Autore Topic: Bombardiere caduto a Nichelino (TO)  (Letto 817 volte)

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Offline mazwork

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Re:Bombardiere caduto a Nichelino (TO)
« Risposta #30 il: 13 Ott 2017, 14:53:32 »
Grazie delle precisazioni, kanister...
Ad augusta per angusta

Offline Mario

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Re:Bombardiere caduto a Nichelino (TO)
« Risposta #31 il: 13 Ott 2017, 15:53:40 »
Effettivamente sull'aviosuperficie di Vesime ho letto notizie contraddittorie. Da profano le obiezioni che ho trovato sul B25, oltre alla possibilità di stiparvi all'interno 25 persone, vertono sul fatto che quel bombardiere, sia pur alleggerito, potesse atterrare e decollare indenne su una pista così corta. Stando al racconto del citato libro "I banditi di Cisterna" anche l'atterraggio/decollo del C 47 Dakota fu ai limiti della praticabilità, tenuto conto che alla riattivazione nella primavera del '45 la pista era stata allungata.
In quanto ai due inglesi imbarcati sottollineo l'interrogativo finale. Non è detto che fossero aviatori, per quanto tra il '43 e il '44 i militari inglesi nell'area torinese non dovevano essere tantissimi ed anche l'eventuale provenienza da un campo di priginia appartiene alla sfera delle ipotesi. 

Offline kanister

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Re:Bombardiere caduto a Nichelino (TO)
« Risposta #32 il: 13 Ott 2017, 16:12:55 »
Si, le descrizioni di quei decolli che si trovano nei libri sono abbastanza choccanti.
Basti dire che il pilota del B25, anziano della USAAF e definito in alcune opere "una stanga di texano" subito dopo il decollo si lasciò scappare un "Grazie Dio, c'e l'ho fatta"
E, se ha letto il libro di Pickering, il tenente Temple, uno dei piloti recuperati, dichiara che non avrebbe mai più voluto vivere un'esperienza simile.

L'uso del B25 per certe missioni sembra fosse abbastanza comune: ricordiamoci che venne prescelto per decollare da una portaerei nel famoso raid su Tokio, quindi con meno corsa dei 900 metri della pista di Vesime a quei tempi.
E poi ne venne progettato un uso simile su un altro aeroporto improvvisato nell'Altipiano del Cansiglio, cosa che non avvenne solo perchè partì prima un rastrellamento tedesco.
Non vediamo la storia per come è ma per come siamo.

Offline kanister

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Re:Bombardiere caduto a Nichelino (TO)
« Risposta #33 il: 13 Ott 2017, 18:36:55 »
....... tra il '43 e il '44 i militari inglesi nell'area torinese non dovevano essere tantissimi ed anche l'eventuale provenienza da un campo di priginia appartiene alla sfera delle ipotesi. 

Indubbiamente non erano migliaia, però tra prigionieri pre settembre '43, aviatori caduti durante i bombardamenti, "missionari" SOE e OSS, spie, e sabottatori, penso che qualche centinaio di stranieri ci fosse.
Dico stranieri anzichè inglesi perchè di inglesi puri ce n'erano ben pochi, proveniendo la maggior parte da paesi del commonwealth.
Molti tentarono il rimpatrio con mezzi vari verso la Svizzera, altri in barca verso la Corsica, a piedi verso la linea Gotica, a piedi verso la Francia (dopo l'agosto '44), in barca verso la Francia da Ventimiglia..... molti riuscirono e tanti vennero ricatturati, parecchi morirono nel tentativo.
Trovo interessante il libro di un amico, Agostino Alberti "Behind the enemy lines", che racconta le vicende di molti di questi fuggitivi, compreso il Busken che ho citato prima.
Non vediamo la storia per come è ma per come siamo.

Offline mazwork

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Re:Bombardiere caduto a Nichelino (TO)
« Risposta #34 il: 14 Ott 2017, 11:47:12 »
La portaerei era la Hornet, il tempo era pessimo e il primo aereo a lasciare il ponte di volo, quello di Doolittle, aveva meno di 150 metri di corsa di decollo. A parte quei piloti, per me il Mitchell rimane un aereo da leggenda...
« Ultima modifica: 14 Ott 2017, 11:48:52 da mazwork »
Ad augusta per angusta

Offline kanister

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Re:Bombardiere caduto a Nichelino (TO)
« Risposta #35 il: 14 Ott 2017, 12:12:01 »
La portaerei era la Hornet, ...

Shangri-la, come la definì Roosevelt.
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