Autore Topic: Ferdinando d'Amico  (Letto 710 volte)

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Offline Freddy

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Ferdinando d'Amico
« il: 10 Apr 2017, 11:36:24 »
E' con grande e sincero ramarico che vi do una notizia molto triste. Ai primi di aprile ci ha lasciati Ferdinando d'Amico. Oltre che un amico, per me è stato anche un grande maestro di come si studia la storia dell'aeronautica ed è stato grazie al suo prezioso aiuto che qualche decina di anni fa ho iniziato il mio percorso in questo campo di ricerca.
Spero che là dove oggi si trova abbia ritrovato la sua compagna della vita che aveva perduto, con suo immenso dolore, qualche anno fa. Spero anche che possa finalmente incontrare tutti quegli eroi dell'aria il cui ricordo, Ferdinando, aveva contribuito a mantenere vivo.
Addio Ferdinando e ancora grazie per tutto quello che hai fatto per tutti noi.
« Ultima modifica: 10 Apr 2017, 11:39:17 da Freddy »



Offline Fabio

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Re:Ferdinando d'Amico
« Risposta #1 il: 10 Apr 2017, 11:56:21 »
Gìà... L'ho saputo ieri...
Cieli blu Ferdinando...
salutomilitare

Offline thunderbolt

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Re:Ferdinando d'Amico
« Risposta #2 il: 11 Apr 2017, 14:38:22 »
Pur frequentando poco questo forum, mi sento in dovere di lasciare una biografia di Ferdinando, che assieme a Giuseppe (Versolato) ho avuto modo di collaborare  per oltre 10 anni in ricerche storiche sfociate nel libro "Ali sull'Alto Friuli". Purtroppo il mio ultimo contatto con lui risale alla scorsa epifania e proprio in questi giorni lo volevo risentire. L'infausta notizia purtroppo mi ha preceduto.

Ferdinando D’Amico nasce a Roma nel 1954. Dopo gli studi universitari, diviene funzionario del Ministero del Lavoro. Nel tempo libero inizia a coltivare la passione per le ricerche storiche aeronautiche e nel 1978 pubblica, assieme a Riccardo Rovere e Marco Gueli, per le edizioni Dell’Ateneo & Bizzarri il suo primo libro “Guida agli Aerei Storici Italiani”.
Successivamente inizia il suo lungo sodalizio con il valente disegnatore romano Gabriele Valentini. L’approccio rigoroso ed oggettivo, la comparazione tra le varie fonti documentali, l’incontro ed i contatti con i vari reduci portano i due a fare luce (per la prima volta) su molti aspetti troppo superficialmente trattati relativi alla guerra aerea in Italia nel periodo 1943/45.
Nel 1983 egli, assieme a Valentini e ad altri sei soci fondano il GAVS (Gruppo Amici Velivoli Storici) la prima associazione italiana per la conservazione ed il restauro dei velivoli storici di cui ne è il primo presidente, sodalizio tuttora in attività.
Intuendo le potenzialità della lingua inglese, D’Amico e Valentini, decidero di pubblicare i loro lavori all’estero e nel 1985 esce il libro “Messershmitt Bf.109 in Italian Services” edito dalla Monogram Publishing, seguito l’anno successivo da “Regia Aeronautica Vol. 2. A Pictotorial History of Italian Air Force” edito da Squadron Signal. Questi due libri hanno un notevole successo e si esuriscono rapidamente. Nello stesso periodo pubblica in francese due articoli sulla rivista Avions dal titolo “Les Derniers combats de l’A.N.R.”
Nella seconda metà delgli anni ‘80 diventa fiorentino d’adozione ed inizia una proficua collaborazione con la rivista JP4. Vengono pubblicati gli articoli: “Italiani sul Baltico” , “l’Uomo che abbattè Visconti”, “Tre Aerei in Fuga” ed “Anatomia di una Battaglia”.
Nel frattempo inizia la collaborazione con l’inglese Nick Beale, il quale mette a disposizione il proprio talento e la documentazione disponibile sia in Inghilterra sia in Germania. Con documenti provenienti sia dagli archivi Alleati sia da quelli dell’Asse possono fare finalmente luce su molte vicende. Sui numeri di JP4 vengono pubblicati gli articoli “Tre Storie”, “I Veltro dell’Asso di Cuori”, “Le avventure di un ricognitore USAAF”, “Una resa disconosciuta”, “Cacciatori della Notte” e “Pippo, il Mulo, l’Aquila (e lo struzzo)”. Nel 1995 è l’organizzatore dell’incontro (sull’aeroporto di Pisa) dei reduci dell’ANR e del 350th FG USAAF che combatterono il 2 aprile 1945 una delle più grandi battaglie aeree sull’Italia. Segue l’articolo “1945-1995: La Memoria ed il Sentimento”.
Nel 1996 vede la luce il libro “Air War Italy 1944/45” edito da Airlife, opera miliare sull’argomento, base successiva di numerose ricerche storiche sulla guerra aerea nel nord Italia durante tale periodo.
Seguono ulteriori articoli sulla rivista JP4, “Dalla Svastica alla Croce di Lorena”, “L’è Buna”, “Una ricerca difficile” ed infine fa piena luce sulla storia del P-40L del Lt. Mauritz ripescato nel 1998 ad Anzio, dedicando l’articolo “Una Storia portata dalle Onde”.
La lunga gestazione del nuovo libro (considerando che si impegna a produrre anche tutti i disegni ed i profili) e gli ormai trent’anni di ricerce alle spalle, lo portano (assieme a Valentini) a decidere di chiudere l’attività pubblicistica con l’uscita nel 2005 del eccellente libro “Camouflage and Markings of Aeronautica Nazionale Repubblicana” edita da Classic Publishing.
Successivamente si dedicherà a piccole collaborazioni con vari autori e parteciperà ad alcuni forum su internet fino al 3 Aprile 2017.
« Ultima modifica: 11 Apr 2017, 14:42:37 da thunderbolt »

Offline strale

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Re:Ferdinando d'Amico
« Risposta #3 il: 18 Apr 2017, 22:28:15 »
Non ho mai avuto l'onore ed il piacere di conoscerlo di persona. Purtroppo per me!
Ho, invece, potuto scambiare con lui qualche parere e chiedergli alcune delucidazioni circa i velivoli utilizzati dalla Regia e dalla A.N.R., con particolare riguardo per il Bf-109.
La notizia mi lascia addolorato ed esterrefatto: rigoroso nelle sue analisi; oggettivo nelle sue osservazioni; essenziale nelle sue conclusioni. Una persona da ammirare, anche perchè mostrava grande disponibilità verso coloro che gli si avvicinavano (magari soltanto "telematicamente") con garbo e rispetto.
Buon volo "Veltro"!!!

Offline starfighter

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Re:Ferdinando d'Amico
« Risposta #4 il: 07 Mag 2017, 19:41:05 »
Ho avuto modo di parlare con Ferdinando parecchie volte, persona squisita, cordialissima, sempre disponibile, come lo era Giuseppe Versolato, entrambe persone "alla buona", loro adesso non ci sono più ma hanno lasciato un segno indelebile del loro passaggio terreno.....volando nei cieli blu di cui tanto hanno scritto.
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