Autore Topic: Biografia di Lloyd D. Kinley - Autore Claudio Mischi  (Letto 3846 volte)

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Lloyd D. Kinley

Lloyd D. Kinley (1) è nato il 14 luglio 1922 in una fattoria tra Blue Hill e Bladen, Nebraska, terzo
figlio nato da Robert e Lula (Faler) Kinley. Si è diplomato alla Bladen High School nel 1940 e
successivamente ha frequentato una scuola commerciale a Grand Island. Si trasferisce a
Washington DC per lavorare per il dipartimento di guerra come operatore di telescrivente,
poco dopo lo scoppio della guerra nel mese di dicembre 1941.
Si arruola nello United States Army Air Corps nel dicembre del 1942 come cadetto
d'aviazione, e viene mandato a Miami in Florida nel febbraio 1943 per la formazione di base.
Dopo una formazione, è scelto come potenziale pilota e inviato a Maxwell Field, Alabama per
la formazione cadetti. Dopo la formazione avanzata in tattiche per aerei monoposto da caccia
e le operazioni in Florida, riceve le ali di pilota con il grado di sottotenente l'8 febbraio 1944. Il
10 luglio 1944, viene inviato nel teatro operativo europeo in Italia, a Napoli, dove entra a far
parte dell’ 86th Fighter Group, 527 th Fighter Bomber Squadron, 12 th Air Force.
Vola con aerei Republic P-47 Thunderbolt in missioni di supporto a terra in nord Italia durante
la “Roma-Arno Campaign”, e successivamente in più missioni di supporto a terra nel sud
della Francia durante la “Southern France Campaign”, dove riceve il Presidential Unit Citation
Ribbon per la pressione continua esercitata dal suo gruppo contro il nemico.
Il 31 agosto 1944, il suo aereo il 'Val' viene abbattuto in nord Italia nella Valle del Po. Kinley è
riuscito a lanciarsi da circa 12.000 piedi di altezza, ma viene catturato da soldati tedeschi
appena toccata terra. Poco dopo è portato in Germania, e dopo gli interrogatori ad Oberosel è
incarcerato nello Stalag Luft 1, un campo di prigionia per gli ufficiali. Il 1 ° maggio 1945, il
campo viene liberato dai soldati russi.
Il 20 giugno 1945 Lloyd Kinley giunge a New York dopo aver navigato a bordo di una Liberty
Ship, e poco dopo è a Bladen con un permesso di tre mesi. Mentre è a casa in licenza ad un
ballo incontra Mabel Vavricka di Red Cloud. La coppia si frequenta per un po’ e rapidamente
giunge al matrimonio.
Kinley nel frattempo viene congedato definitivamente il 10 ottobre 1945 con il grado di
Sottotenente. Il 2 marzo 1946, Lloyd e Mabel si sposano in Mankato, Kansas. La coppia si
stabilisce a nord est di Bladen fino 1 Settembre 1992, quando si trasferisce ad Hastings.
Lloyd è stato membro permanente della Blue Hill American Legion (2) con il numero 176, della
Hastings VFW3, e della POW Chapter4 a Grand Island. E' stato anche membro della Eagles
Club in Hastings5.

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(1) La biografia di Lloyd D. Kinley è stata ripresa da un articolo comparso sul quotidiano BLUE HILL LEADER , Vol. CXVI
numero 24, June 11, 2003. (Copia gentilmente fornita da Lisa Whelan).
(2) L'American Legion è un'organizzazione di veterani delle forze militari statunitensi che hanno prestato servizio in tempo di
guerra. Fondata nel 1919 dai soldati di ritorno dalla Francia al termine della Prima guerra mondiale. Conta circa 2,4 milioni
di membri, organizza eventi commemorativi e attività di volontariato.

Lloyd ha prestato servizio nel Bladen School Board6 e nel Roseland Co-Op Board7 mentre
viveva a Bladen.
Lloyd e Mabel amavano giocare a carte e a domino con i loro amici, e ballare. Hanno amato
viaggiare insieme, partecipando a molti tour in autobus, a viaggi in California ed alle Isole
Hawaii. Negli ultimi anni Lloyd era residente ad Hastings.
Lloyd D. Kinley è morto Martedì 19 giugno 2007 al Mary Lanning Memorial Hospital all’età di
84 anni.

(3) La Hastings VFW è un’organizzazione “non profit” che si occupa di volontariato di supporto ai veterani delle guerre, alle
loro famiglie ed alla comunità locale.
(4) La “POW Chapter” è un’associazione di reduci di guerra e da Campi di Prigionia ed internamento.
(5)La “Eagles Club” di Hastings è un’associazione di beneficienza e volontariato operata dai cittadini di Hastings.
(6)“Bladen School Board”: Consiglio scolastico di Bladen
(7) “Roseland Co-Op Board” di Bladen: è una società cooperativa formata da alcuni residenti di Bladen che si occupa di
urbanizzazione e gestione di aree sociali nella comunità di Bladen.


http://i774.photobucket.com/albums/yy21/fabioraimondi/Lloyd%20D%20Kinley/1.jpg
Biografia di Lloyd D. Kinley - Autore Claudio Mischi

Lloyd D. Kinley nell’abitacolo del suo P-47 (1944). (Per gentile concessione di Lisa Whelan, nipote dell’aviatore).


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(3) La Hastings VFW è un’organizzazione “non profit” che si occupa di volontariato di supporto ai veterani delle guerre, alle
loro famiglie ed alla comunità locale.
(4) La “POW Chapter” è un’associazione di reduci di guerra e da Campi di Prigionia ed internamento.
(5) La “Eagles Club” di Hastings è un’associazione di beneficienza e volontariato operata dai cittadini di Hastings.
(6) “Bladen School Board”: Consiglio scolastico di Bladen
(7) “Roseland Co-Op Board” di Bladen: è una società cooperativa formata da alcuni residenti di Bladen che si occupa di
urbanizzazione e gestione di aree sociali nella comunità di Bladen.

http://i774.photobucket.com/albums/yy21/fabioraimondi/Lloyd%20D%20Kinley/2.jpg
Biografia di Lloyd D. Kinley - Autore Claudio Mischi

( Fotografia da http://www.warwingsart.com/12thAirForce/Memorials.html )

Fotografia scattata probabilmente da un P38 che mostra la costa est della Corsica con la pista di Borgo, quella di Poretta, quella di Serraggia e
sul fondo quella di Alto.
Questa fotografia ha ispirato Dominique Taddei ad intitolare il suo libro “U.S.S. Corsica”.
E’ evidente come l’isola di Corsica sia diventata una gigantesca portaerei.
Da quanto risulta nel sito ufficiale del The 489th Bombardment Squadron in Corsica, questa foto è stata fatta da un pilota
dell’ U.S. 23rd Photo Recon di stanza a Borgo con il gruppo French 2/33 Photo Recon del quale Antoine de Saint Exupery era pilota.
La foto è stata scattata a metà agosto 1944.

Come risulta dalla breve biografia esposta precedentemente e dalla discreta documentazione
cui è stato possibile attingere, Lloyd D. Kinley il 31 agosto 1944 partecipa con la propria
squadriglia ad una missione di scorta armata ad un gruppo di bombardieri medi bimotori B-
25. Lloyd è alla sua dodicesima missione, e vola in formazione con il suo caccia P-47.
Nell’agosto del 1944 si trova nel campo di Poretta in Corsica. L’intera isola è diventata
un’unica grande portaerei, con cinque grandi piste quasi a contatto l’una con l’altra.
Kynley ha in dotazione il P47 matricola 42-26954, con la caratteristica colorazione in uso
nell’86th Fighter Group: timone verticale e piani di coda a strisce rosse e bianche, e con
numero individuale in fusoliera 83 blu. L’abbattimento avviene durante il ritorno dalla missione
di scorta. Quanto avviene in quella manciata di minuti è riportato sia nelle interviste che lo
stesso Kinley rilasciò negli anni successivi, sia nei verbali delle deposizioni rilasciate da altri
piloti che si trovavano in volo vicino a lui durante la missione.

http://i774.photobucket.com/albums/yy21/fabioraimondi/Lloyd%20D%20Kinley/3.jpg
Biografia di Lloyd D. Kinley - Autore Claudio Mischi

Una coppia di Tunderbolt P47 86th Fighter Group in missione
(dal sito dell’ 86th Fighter Group - 527th Fighter Squadron http://p-47.database.pagesperso-orange.fr/Html/Memento.htm;
i piloti sono: Lt. Ed Brown "83" - Lt. Aldon J. LoCelso "74" . Source : Mrs. Dawn LoCelso ).

La squadriglia, che stata percorrendo il ritorno verso la Corsica con una rotta indipendente, in
quanto i bombardieri seguivano con altro percorso, si è trovata a sorvolare una città difesa da
una efficiente contraerea (esaminando la rotta di volo si vede che doveva trattarsi di Legnago,
la cui contraerea a causa dei frequenti e continui bombardamenti dei ponti sull’Adige, stradale
e ferroviario, ha acquisito un notevole grado di addestramento ed abilità).

Una scheggia esplosa da un proiettile della flak colpisce il P47 “Val” di Kinley senza ferire il
pilota, ma danneggia la linea dell’olio di lubrificazione del motore ed i circuiti elettrici
provocando anomalie di potenza al motore, fumo per un principio di incendio e l’avaria radio.
Durante i minuti seguenti il pilota Benjamin Rosman8 che gli sta a fianco in formazione vede
un alternarsi di scie di fumo uscire dal P47 di Kinley ma non capisce immediatamente che è
stato colpito, e pensa invece che il motore gli stia dando delle irregolarità per l’esaurimento
del carburante, ed infatti dichiara sotto giuramento9 che pensava stesse “cambiando i
serbatoi” di alimentazione.

http://i774.photobucket.com/albums/yy21/fabioraimondi/Lloyd%20D%20Kinley/4.jpg
Biografia di Lloyd D. Kinley - Autore Claudio Mischi

Il percorso del 2nd Lt. Kinley nella missione del 31 agosto 1944: decollo da Poretta, raggiungimento dell’obiettivo a Ponte della Priula, flak intorno a Legnago (1).
Nei pressi di Villimpenta–Ostiglia il pilota si lancia (2).
Il P47 prosegue verso il punto di impatto (3).

(8)Il Lt. Benjamin Rosman, riusci a completare la guerra compiendo con il P47 ben 113 missioni di combattimento in 13
mesi! (http://jugpilot.com/life.htm ).
(9) Statement del 2° Lt. Benjamin Rosman, verbale 1 settembre 1944 della deposizione (All. MACR n.° 8385). B. Rosman
durante questa missione volava a sinistra del capo formazione, ed aveva immediatamente alla sua sinistra, leggermente
arretrato, il P47 ”VAL” di Kinley.

Pochi secondi dopo invece le lamiere antistanti il motore del Tunderbolt, la cappottatura in
perspex e vetro blindato dell’aereo vengono ricoperte da olio motore nero, mentre aumenta la
scia di fumo.
Le numerose chiamate via radio dal caposquadriglia non ottengono alcun effetto (ed infatti
Kinley dichiarerà successivamente che era rimasto privo della radio).
Kinley mentre perde quota per il calo di potenza può constatare che il motore non è più in
grado di portarlo alla base, e mentre è scortato dagli altri apparecchi della pattuglia, anche in
assenza di contatto radio, esegue correttamente le procedure previste nel manuale di volo del
P47, tra cui lo sgancio dei serbatoi supplementari e l’inserimento dell’autopilota di cui buona
parte dei P47 è già dotata.
Tra Legnago ed il luogo di caduta del paracadute vi sono circa 15 chilometri, per cui è
pensabile che l’emergenza sia durata complessivamente non oltre due-tre minuti;
successivamente al lancio del pilota il P47 “Val” mantiene la rotta per altri 40 chilometri, con
l’autopilota inserito, continuando a perdere quota, pur senza incendiarsi, ed impatta il terreno
circa tre chilometri a nord di Carpi (10).

http://i774.photobucket.com/albums/yy21/fabioraimondi/Lloyd%20D%20Kinley/17.jpg
Biografia di Lloyd D. Kinley - Autore Claudio Mischi


(10) La caduta dell’apparecchio, che viene visto impattare il terreno “gently”, è riportata da USAF alle coordinate: 44° 49’ 30” N – 10° 53’ 30” E
(in: Report on shot down aircraft, casualty n:° KSUJ-2055, all. MACR n.° 8385, September 1, 1944.)

http://i774.photobucket.com/albums/yy21/fabioraimondi/Lloyd%20D%20Kinley/5.jpg
Biografia di Lloyd D. Kinley - Autore Claudio Mischi


MACR 8385 del 1° settembre 1944 contenente i dati principali verbalizzati dalle testimonianze dei presenti all’abbattimento di Lloyd D. Kinley.

L’impatto dell’aereo col terreno viene osservato dagli altri apparecchi della squadriglia che
però nella concitazione seguente ai tiri della contraerea (che ha comportato lo scioglimento
della formazione ed il successivo ricompattamento della stessa) non sono stati in grado di
osservare se il pilota sia riuscito a lanciarsi o meno.
Fin qui quanto riportato dal MACR (11) n.° 8385.
Successivamente la perdita di Kinley viene riportata, senza alcuna altra notizia in quanto non
si sapeva se era riuscito a lanciarsi, nell’estratto dai diari di guerra dell’86th Fighter Group.
Kinley stesso in seguito poté testimoniare il buon esito del lancio, ma purtroppo appena presa
terra, alcune miglia nord di Ostiglia (12), poco a nord del Po, in pochi minuti viene fatto
prigioniero da fascisti del luogo e militari tedeschi che avevano osservato la discesa del
paracadute.

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Biografia di Lloyd D. Kinley - Autore Claudio Mischi

[ Da: Diari di guerra dell’86th Fighter Group ]

L’86th Fighter Group nel mese di Agosto 1944 perse in missioni di combattimento 3 aerei P-
47, di cui due in Francia, uno di ritorno da missione di attacco a installazioni radar tedesche,
precipitato 4 Miglia a Sud di Marsiglia, uno 3 miglia e mezzo a Sud-Est di Cavaillon durante
una missione di ricognizione/interdizione strade, infine quello di Lloyd Kinley.
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(11) MACR: Missing Air Crew Report (Rapporto sulla perdita di personale di volo).
(12) … 5 km south of Villimpenta, east of Mantua … ”, in: Report on shot down aircraft, casualty n:° KSUJ-2055, in MACR n.° 8385, September 1, 1944.

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Biografia di Lloyd D. Kinley - Autore Claudio Mischi

La deposizione giurata del Sottotenente Benjamin Rosman contenente la descrizione dell’abbattimento del P47 “VAL” del
Sottotenente Lloyd Kinley (Documento allegato al MACR n.° 8385).

La missione di bombardamento

La perdita dell’aereo di Kinley e la cattura del pilota si inquadrano in una intensa attività di
scorta effettuata con continuità dai caccia basati a Poretta durante tutto Luglio e Agosto ’44
per protezione dei bombardieri medi che in quel periodo martellavano costantemente tutti gli
attraversamenti fluviali ferroviari o stradali della pianura padana per interrompere il flusso di
rifornimenti necessari alle truppe tedesche che operavano in Italia.
Come si ricorderà già dal luglio ‘44, nel tentativo di isolare le truppe tedesche che si stavano
ritirando e concentrando lungo la Linea Gotica dell’appennino tosco emiliano, il Generale
Alexander, comandante in capo delle forze alleate in Italia, approvò e rese operativo il piano
“Mallory Major” che prevedeva la distruzione sistematica di tutti i ponti di interesse strategico,
specialmente quelli sul Po.
Nell’agosto ’44, completata la “Mallory Major” l’aviazione alleata era concentrata sulla
distruzione delle chiatte e degli attraversamenti di fortuna che potessero permettere il transito
degli approvvigionamenti alla Linea Gotica, nonché di ogni altro attraversamento che potesse
prestarsi ad aprire strade alternative per il passaggio verso il sud di convogli di rifornimento.
Tutti gli obbiettivi erano stati attentamente schedulati e venivano osservati quotidianamente o
quasi dalla ricognizione aerea alleata, che promuoveva una nuova missione su ciascun
obbiettivo ogniqualvolta si notava un tentativo significativo di ripristino. In questo scenario si
colloca la missione di bombardamento ai ponti sul Piave antistanti Ponte della Priula.
Il mattino del 31 agosto 1944 nella base aerea USAF di Alesani, Corsica, sede del 340th
Bomb Group, 24 bombardieri bimotori B-25J erano stati preparati per l’ennesima missione di
bombardamento nell’Italia del Nord. La squadriglia era composta da 12 aerei del 486th Bomb
Squadron e da 12 del 489th; erano state imbarcate 4 bombe da 1000 Lb su ciascun aereo,
per un totale di 96 ordigni.
L’obiettivo quel giorno era Ponte della Priula, una frazione del Comune di Susegana in
Provincia di Treviso. A Ponte della Priula si trovavano due attraversamenti di importanza
strategica sul fiume Piave, un ponte stradale ed uno ferroviario.
Il ponte stradale era un’opera storica che aveva caratterizzato la storia del territorio, e
derivava il suo nome dal casato gentilizio veneziano dei Priuli, che annoverò diversi Podestà
di Treviso e tre Dogi. Inizialmente era stato costruito interamente in legno, ed era stato
attraversato durante le invasioni degli Unni, dei Goti, dei Longobardi e delle armate di Carlo
V, per finire interamente bruciato dai Francesi nel 1807. Agli inizi del '900 era stato
completamente ricostruito in pietra e cemento per essere poi in parte distrutto nel corso della
Prima Guerra Mondiale durante la ritirata di Caporetto. Nel 1885 la costruzione della ferrovia
Venezia-Vienna rese necessaria la realizzazione di un secondo ponte, per cui i due percorsi,
quello stradale e quello ferroviario, vennero a determinare le premesse che avrebbero
favorito nel XX secolo il sorgere del nuovo nucleo insediativo di Ponte della Priula. La
Grande Guerra portò devastazione e lutti in tutto il territorio e la quasi totale distruzione dei
due castelli di Collalto e San Salvatore. Susegana conobbe un periodo di miseria e di
emigrazione a cui seguì una lenta ripresa che venne nuovamente frenata dallo scoppio della
Seconda Guerra Mondiale.

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Biografia di Lloyd D. Kinley - Autore Claudio Mischi

Il 31 agosto ’44 contemporaneamente alla preparazione della formazione dei B25-J che
avrebbero bombardato i due ponti, nella base di Poretta, sempre in Corsica, sede dell’86th
Fighter Group, veniva preparata per l’azione anche una squadriglia di cacciabombardieri
monomotore Republic P-47D (“Tunderbolt”), con il compito di dare copertura aerea ai più lenti
e vulnerabili bombardieri.

Alle 9,30 decollano da Alesani i 24 bombardieri B-25, poco più tardi decollano da Poretta i
P47 di scorta; le 2 squadriglie si ricongiungono poco prima di arrivare sul territorio nemico; le
insidie per gli aerei alleati erano rappresentate dalla contraerea leggera e pesante e dai veloci
e maneggevoli caccia Messerschmitt Bf-109.
Il sorvolo del territorio occupato dal nemico non incontra problemi particolari, e giunti a pochi
chilometri da Ponte della Priula, la squadriglia di caccia si stacca dalla formazione di
bombardieri ed esegue un passaggio radente sull’obiettivo mitragliando, senza incontrare
opposizione di contraerea. Immediatamente dopo arrivano i bombardieri che sganciano le
loro bombe sull’obiettivo, il ponte ferroviario, colpendolo con successo. Sono le ore 10,20.

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Biografia di Lloyd D. Kinley - Autore Claudio Mischi

Foto aerea scattata da 9.500’ durante il bombardamento del ponte ferroviario di Ponte della Priula il 31 Agosto 1944, foto scattata da
un B-25J del 340th Bomb Group, 489 th Bomb Squadron

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Biografia di Lloyd D. Kinley - Autore Claudio Mischi

Valutazione dei risultati della Missione n.° 531 del 31 agosto ‘44. In sovraimpressione su una foto aerea scattata
durante il bombardamento del ponte ferroviario di Ponte della Priula (effettuata da un B-25J del 489th Bomb Squadron)
sono riportati i punti di caduta degli ordigni sganciati dai due squadroni, il 486 e il 489, che hanno effettuato insieme la
missione. Nel riquadro dei punteggi: Bombe sganciate 96 (tutte quelle imbarcate a bordo), bombe sul bersaglio 74,
accuratezza del bombardamento 77%.

La guerra del Sottotenente Kinley non termina con l’abbattimento. Catturato appena tocca
terra, circa cinque chilometri a nord di Ostiglia, dalla locale guarnigione tedesca,
curiosamente nei primi momenti viene creduto uno dei rari piloti di colore in quanto ha il viso
annerito dall’olio motore, ma fortunatamente non subisce maltrattamenti.
Subito dopo la cattura, il 1° settembre, il pilota viene trasferito in Germania sotto scorta
insieme ad altri tre o quattro aviatori, e tutti insieme arrivano il 2 settembre ad Oberosel (13), ove
vengono separati per essere interrogati dal servizio informazioni tedesco. Il 14 settembre
viene spostato a Weszel, e finalmente il 22 viene trasferito definitivamente in un campo di
prigionia situato nei pressi della cittadina di Barth, sul Mar Baltico: lo STALAG LUFT I.

http://i774.photobucket.com/albums/yy21/fabioraimondi/Lloyd%20D%20Kinley/10.jpg
Biografia di Lloyd D. Kinley - Autore Claudio Mischi

Vista dei reticolati e di alcune baracche dello STALAG LUFT 1, 1944 (fotografia di Roy Kilminster, 35 & 58° Bomb Squadron, Stalag Luft I POW .
In: http://www.merkki.com/photo.htm ).
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(13) Dichiarazioni dello stesso Kinley, riportate dai familiari (in: BLUE HILL LEADER , Vol. CXVI numero 24, June 11, 2003. (Copia gentilmente fornita da Lisa Whelan).

Il campo è una prigione gestita dalla LUFTWAFFE destinata ad ufficiali alleati che lentamente
si sta riempiendo degli aviatori raccolti dai molti abbattimenti aerei su suolo tedesco o sotto
controllo germanico.
Attraverso la Croce Rossa il 2 ottobre la famiglia negli Stati Uniti viene informata che Lloyd è
sopravissuto all’incidente aereo, è vivo ed è prigioniero in Germania. La vita nello STALAG
LUFT I è dura ma sopportabile: nel campo la LUFTWAFFE rispetta i diritti dei prigionieri di
guerra, ma c’è poco da mangiare, e si vive in baracche di legno di sette metri per cinque che
ospitano 16 prigionieri ciascuna, con una stufa approssimativa per scaldarsi e fare qualcosa
da mangiare con poca legna, ed una lampadina da 40 watt.
Kinley resta prigioniero nello STALAG LUFT I per 18 mesi; la vita all’interno dei campi di
prigionia per ufficiali d’aviazione viene conosciuta nei decenni successivi dal grande pubblico
grazie al famoso film di John Sturges “The Greath Escape” (“La Grande Fuga”), del 1963 (14),
basato su fatti in massima parte avvenuti realmente nello STALAG LUFT III.
Kinley, analogamente a molti altri aviatori qui imprigionati, ha successivamente testimoniato
che nonostante le ristrettezze le condizioni generali di vita nel campo, compatibilmente con la
situazione di guerra, erano passabili, ed i rapporti con la LUFTWAFFE che gestiva il campo
erano improntati, per quanto possibile, alla correttezza (15-16).
Nel campo arrivava, se pure con discontinuità attraverso la Croce Rossa, la posta e numerosi
pacchi spediti dalle famiglie contenenti generi alimentari, sapone, sigarette (17). Parte di questi
generi venivano imboscati e conservati per qualche tentativo di fuga.
La monotonia della prigionia era mitigata oltre che dalle consuete attività ricreative anche da
una intenso lavoro “artigianale” di produzione di documenti falsi: lasciapassare, tessere,
permessi, carte di identità, con i timbri regolamentari fedelmente riprodotti con materiali di

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(14) Il film di John Sturges “The Greath Escape” è basato sul libro di Paul Brickhill, un pilota australiano della Royal
Australian Air Force, il cui Supermarine Spitfire venne abbattuto in Tunisia nel marzo 1943. Brickhill fu internato in
Germania al campo di concentramento per ufficiali Stalag Luft III a Sagan (ora Żagań, in Polonia, ma allora nella tedesca
Bassa Slesia), dove partecipò alla realizzazione di un tunnel destinato all'evasione dal campo.

(15) Dichiarazioni di Kinley (in: BLUE HILL LEADER , Vol. CXVI numero 24, June 11, 2003. (Copia gentilmente fornita da Lisa Whelan).

(16) Cfr. anche le memorie di S/Sgt. James Richard Williams, Jr., Eufaula, AL, 398th Bomb Group - 600th Bomb Squadron
Left Waist Gunner on B-17, POW Stalag Luft I, North Compound III: “ …Allied aircrew shot down during World War II
were incarcerated after interrogation in Air Force Prisoner of War camps run by the Luftwaffe. These camps were called
Stalag Luft, short for Stammlager Luft which translates to Permanent Camps for Airmen. The German Luftwaffe, who were
responsible for Air Force prisoners of war, maintained a degree of professional respect for fellow flyers, and the general
attitude of the camp security officers and guards should not be confused with the SS or Gestapo… “. ( In: http://www.merkki.com/the_guards.htm#speech ).

(17) Dichiarazione di Loyd Kinley, riportate dai familiari (in: BLUE HILL LEADER , Vol. CXVI numero 24, June 11, 2003.
(Copia gentilmente fornita da Lisa Whelan).

fortuna. Non manca tra i POW nemmeno una macchina fotografica ed un laboratorio
improvvisato per le foto tessera e per riprodurre i documenti con filigrana (18).
Si prepararono anche abiti civili modificando delle divise, ed addirittura uniformi tedesche e
finte armi di legno verniciato. Queste attività furono accuratamente gestite dai Senior Officers
in vista di una possibile fuga.
Fu particolarmente duro superare l’inverno del 44-45, con le stufe di lamiera che non
producevano abbastanza calore e costringevano i prigionieri a nascondersi a letto con
addosso tutti gli indumenti disponibili. La vita nel campo viene descritta con ricchezza di
particolari nella corrispondenza dei prigionieri, nei numerosi disegni e fotografie fatte dagli
stessi, ed in alcuni diari che registrano, giorno per giorno, gli eventi fino alla liberazione (19).

http://i774.photobucket.com/albums/yy21/fabioraimondi/Lloyd%20D%20Kinley/11.jpg
Biografia di Lloyd D. Kinley - Autore Claudio Mischi

Una radio autocostruita con pezzi di fortuna camuffata all’interno del piantone di una baracca, STALAG LUFT 1, 1944 (da Roy Kilminster, 35 & 58° Bomb Squadron,
Stalag Luft I POW, op. cit.).

______________________________________________________
(18) Dalle memorie del Sottotenente Roy Kilminster, Wireless Operator and Rear Gunner, 35 & 58° Bomb Squadron,
abbattuto il 7 November 1941 alla sua 20° missione, Stalag VIIIB, Stalag Luft III and Stalag Luft I POW . ( In:
http://www.merkki.com/photo.htm ).

(19) Sono moltissimi i siti che documentano le esperienze dei POW allo Stalag Luft 1. Un diario interessante è scritto dal
Sottotenente Robert Dea Peterson Jr.: “WWII POW Journal - Stalag Luft 1 - Barth, Germany – 1943-44-45”. Robert
Peterson Jr. proveniva dal 429th Bombardment Squadron (Heavy), 2nd Bomb Group, 15th Air Force, Foggia, Italy, e faceva
parte dell’equipaggio del B-17F "Lydia Pinkham" - Aircraft Serial # 42-5409. Il diario è riportato integralmente al sito:
http://users.psln.com/~pete/pow_journal.htm

All’arrivo della primavera ‘45 nello STALG LUFT 1 si trovano ormai tra i 9.000 ed i 10.000 prigionieri, in massima parte americani ed inglesi che
provengono da vari corpi delle aviazioni alleate (20).

L’ “Operation Revival”
Nella primavera 1945 in Germania nei campi di prigionia per ufficiali sono stati ormai radunati
circa 50.000 prigionieri provenienti per lo più dalle aviazioni alleate statunitense, inglese,
australiana, neozelandese ecc

http://i774.photobucket.com/albums/yy21/fabioraimondi/Lloyd%20D%20Kinley/12.jpg
Biografia di Lloyd D. Kinley - Autore Claudio Mischi

Ubicazione dello Stalag Luft I e dei più importanti campi di prigionia per aviatori in Germania alla fine del conflitto in
Europa, in aprile-maggio 1945. (Da: Official Web Site of the 392nd Bomb Group, http://www.b24.net/pow/maps.htm )

_________________________________________________
(20) Cfr.: Nichol, John; Rennell, Tony (4 September 2003). The Last Escape: The Untold Story of Allied Prisoners of War in
Germany 1944-1945. London: Penguin Books. Rep.: http://en.wikipedia.org/wiki/Stalag_Luft_I

In Aprile 1945 nel solo STALAG LUFT I insieme al Sottotenente Kinley sono censiti 7588
americani e 1.351 ufficiali della Royal Air Force oltre ad altri provenienti dai più disparati
angoli del globo (21).
A mano a mano che si profila la vittoria alleata sul fronte europeo i servizi di informazione
americano, inglese e canadese acquisiscono sempre maggiori dati sulla sorte degli equipaggi
prigionieri nei vari Stalag Luft tedeschi. Non va dimenticata l’importante e continua
operazione di spionaggio tra gli “ospiti” dei campi e gli alleati, con la trasmissione continua di
informazioni relative a movimenti osservati in zona, sulla consistenza delle forze di
sorveglianza, fino a giungere alle liste dei nomi degli ufficiali tedeschi; l’operazione viene
facilitata da qualche rara fuga, e da contatti con la resistenza locale. Negli ultimi mesi viene
contrabbandata all’interno del campo di Barth una radio ricetrasmittente in soccorso alla radio
autocostruita dagli aviatori con mezzi di fortuna e camuffata nel piantone di in una delle
baracche (che purtroppo può soltanto ricevere), ed attraverso di essa finalmente il Comando
dei prigionieri può dialogare direttamente con il Comando Alleato.
Tutte le informazioni che escono dai campi confluiscono nei servizi segreti alleati che
predispongono piani per il evacuazione dei prigionieri i quali rappresentano, trattandosi di
equipaggi formati, non solo un capitale in termini strategici e di professionalità, ma anche una
importante risorsa dal punto di vista umano e propagandistico. Non va dimenticato inoltre che
in aprile la guerra non è ancora finita su altri fronti.
A Barth nello STALAG LUFT I il 30 aprile 1945 il Comando LUFTWAFFE ordina ai prigionieri di
prepararsi ad evacuare il campo per spostarsi verso ovest di fronte all'avanzata dell'Armata
Rossa, ma i prigionieri rifiutano di muoversi.
Dopo una trattativa tra il Colonnello Zemke Senior Allied Officer per i prigionieri ed il
Comandante del Campo Oberst Warnstadt, si conviene che per evitare inutili spargimenti di
sangue le guardie se ne sarebbero andate lasciando i prigionieri di guerra sul posto (22)
Il giorno dopo giungono i primi osservatori russi ed in pochi giorni il campo venne presidiato
dalle truppe sovietiche.
Queste vengono denominate dagli inglesi per il loro comportamento "drunken barbarians"
("barbari ubriachi"); maltrattano i civili tedeschi della zona, ma rispettano i POW americani e
del Commonwealth; per precauzione i prigionieri, ora liberi, prudentemente indossano
bracciali sui quali è scritta la loro nazionalità in russo.
Il campo viene velocemente riorganizzato e grazie all’arrivo di abbondanti viveri e medicinali
può migliorare la salute dei prigionieri e dei molti malati in vista del rientro in patria.
I sovietici restano titubanti a rilasciare i POW, e propongono di trasferire ad Odessa in Unione
Sovietica tutti i prigionieri (23).

(21)“…Approximately 9,000 airmen (7,588 American and 1,351 British and Canadian) were imprisoned there when it was
liberated on the night of 30 April 1945 by Russian troops …” (da: http://en.wikipedia.org/wiki/Stalag_Luft_I#cite_note-1).
Tale è il numero dei prigionieri trasportati in OPERATION REVIVAL , ma va detto che parecchi prigionieri che non si
fidavano delle truppe russe preferirono la fuga per conto proprio, come risulta da numerose testimonianze di diari di Guerra.

(22) “Thrice Caught: An American Army POW's 900 Days Under Axis Guns” , Odell Myers, pg. 151-2. Odell-Myers ed., 2002.

L’ipotesi viene immediatamente e fermamente rifiutata dai Comandi alleati, che in pochi giorni
predispongono il piano di salvataggio, che prevede di spostare tutti i prigionieri con un unico
grande ponte aereo.
Il ponte aereo viene denominato “Operation Revival”. Esso viene garantito dai bombardieri
pesanti B17 che sono abbondantemente disponibili sul teatro europeo essendo conclusi da
pochi giorni (24) i bombardamenti sugli ultimi obiettivi (25).
Le trattative tra Alleati e Sovietici consentono di giungere ad un accordo: l'11 maggio viene
siglata un’intesa che permette agli Alleati di utilizzare il piccolo aeroporto di Barth, a pochi
chilometri dallo Stalag Luft 1, per effettuare l’evacuazione dei prigionieri nei giorni 12 e 13
maggio, e viene definito un corridoio aereo sul territorio occupato dai russi per il passaggio
del ponte.
Il piano di evacuazione prevede di trasportare per primi i casi ospedalieri e gli ammalati; a
seguire gli internati britannici che sono quelli che si trovavano in prigionia da più mesi, molti
fin dal 1940, ed alla fine tutti gli altri.
Poiché la piccola pista di Barth è stata danneggiata dai tedeschi in ritirata e non è possibile
garantire l’operatività con i B-17 dotati di postazione mitragliera a sfera sotto la fusoliera, gli
equipaggi stessi provvedono, dalle basi di partenza, alla rimozione della postazione a sfera
ed a chiudere il foro rimasto nel pavimento con materiali di fortuna disponibili in loco, assi di
legno da imballaggio ed altro.
Il primo aereo alleato a prendere terra a Barth il 12 maggio è un B-17 con a bordo il generale
William Gross, comandante del 1° Air Division dell’8° Armata. Un C-46 atterra poco dopo con
funzionari dello Stato Maggiore del generale Eisenhower. Altri due B-17 giungono subito dopo
con le apparecchiature di comunicazione ed il personale in grado di mantenere i contatti con
l'8° Armata. Più tardi nel pomeriggio atterrano ed immediatamente ripartono una quarantina di
B-17 in grado di ospitare 30-35 ex prigionieri ciascuno, con i pochi miseri bagagli gettati nel
vano radio (26).

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(23) " … I russi volevano trasportare i prigionieri trasportati via terra a Odessa, un porto sul Mar Nero, poi in nave verso il
Regno Unito e poi negli Stati Uniti, ma l'idea è stata respinta e seguirono ulteriori negoziati. Con grande delusione di quasi
9.000 prigionieri liberati, ci sono volute quasi due settimane per rimpatriare i prigionieri per via aerea …”. Dalle memorie
del Sottotenente Charles Reed Holden, South Compound - Stalag Luft I. ( In: http://www.merkki.com/rescue.htm#398 ).

(24) Il giorno 8 Marzo passò alla storia come “EV Day” (European Victory Day) ed è ancora festeggiato in Inghilterra.

(25) Tra I partecipanti ad Operation Revival c’era tra gli altri il 91st Bomb Group che aveva effettuato bombardamenti fino a
qualche giorno prima: “ .. The 91st Bomb Group experienced its final aircraft loss on 17 April 1945, and flew its last
mission, to Pilsen, Czechoslovakia, on 25 April. The 91st had been alerted for 500 combat missions, of which 160 were
scrubbed or recalled and 340 completed. Immediately after VE Day, it flew three days of operations to rescue Allied POWs
incarcerated at Stalag Luft I in Barth, Germany, as part of Operation Revival, bringing out 2,032 prisoners … “. (in:
http://en.wikipedia.org/wiki/91st_Bombardment_Group )

(26) Cfr. anche le memorie di S/Sgt. James Richard Williams, Jr., 398th Bomb Group - 600th Bomb Squadron,
POW Stalag Luft I, North Compound III:. ( In: http://www.merkki.com/rescue.htm#398 ).

I prigionieri in partenza vengono suddivisi dai loro ufficiali in gruppi di circa 35 uomini
ciascuno, ed avviati al passo dallo Stalag Luft 1 verso la pista, ove vengono immediatamente
imbarcati sui B-17 senza che vengano spenti i motori, cui segue il decollo immediato.

http://i774.photobucket.com/albums/yy21/fabioraimondi/Lloyd%20D%20Kinley/13.jpg
Biografia di Lloyd D. Kinley - Autore Claudio Mischi

Gli ultimi imbarchi (da: http://www.merkki.com/rescue.htm#evacuation )

I britannici vengono trasferiti direttamente in Inghilterra, gli americani al campo Lucky Strike a
nord-est di Le Havre (27), in Francia, prima di essere rimandati negli Stati Uniti.
Parteciparono al ponte aereo insieme ai B-17 anche decine di C-46 e C-47.
Gli imbarchi proseguirono incessantemente con i velivoli nemmeno completamente fermi
mentre gli uomini saltano dentro ansiosi di andare finalmente a casa.
La mattina del terzo giorno, il 14, si concludono gli imbarchi sull’ultimo B-17. L'ultimo a salire
a bordo è il colonnello Zemke Senior Allied Officer dei POW.
Il volo verso Le Havre e la libertà è un momento che viene descritto in vari diari di guerra: il
tragitto viene effettuato a bassissima quota, con l’equipaggio dell’aereo lieto di fare vedere ai
colleghi ex prigionieri come è stato “completato il lavoro” sulla Germania. Passando su alcune
città e sulla RUHR essi vedono l’inimmaginabile devastazione compiuta dai bombardieri
pesanti negli ultimi due anni di guerra, con immense aree, anche esterne ai siti industriali,
simili a campi arati sui quali non è più riconoscibile nulla.
Poco dopo l’arrivo a Le Havre il Sottotenente Lloyd Kinley viene imbarcato su una “Liberty
Ship”28 diretta negli Stati Uniti e sbarca a New York il 20 giugno 1945, da dove prosegue in
treno per Fort Leavenworth, Kansas. In autobus raggiunge Hastings dove incontra i familiari,
e giunge a casa il 25 giugno.

La lunga guerra di Kinley è finalmente finita.

_______________________________________________________
(27) “Camp Lucky Strike” è un grande campo d’aviazione con presenza della Croce Rossa internazionale, utilizzato per censire
il via vai di militari americani e canadesi dal fronte europeo; è situato nella cittadina di Saint-Sylvian, 5 kilometri da Saint-Valery-en Caux, Le Havre.
Una serie di campi strutturati per profughi, militari e civili, erano stati battezzati con i nomi delle più conosciute marche di sigarette dell’epoca.

http://i774.photobucket.com/albums/yy21/fabioraimondi/Lloyd%20D%20Kinley/14.jpg
Biografia di Lloyd D. Kinley - Autore Claudio Mischi

2nd Lt. Lloyd Kinley, 1944

http://i774.photobucket.com/albums/yy21/fabioraimondi/Lloyd%20D%20Kinley/15.jpg
Biografia di Lloyd D. Kinley - Autore Claudio Mischi

AF Presidential Unit Citation

Febbraio 2015.
Ricerca storica di Claudio Mischi e Claudio Rossi. Febbraio 2015.
Si ringrazia la Sig. Lisa Whelan per l'invio delle foto del nonno Lloyd Kinley e degli articoli che lo riguardano, grazie a
questo aiuto è stato possibile scrivere e ampliare questa ricerca.

________________________________________________
(28) Le navi da trasporto classe Liberty (“Liberty Ship”), di realizzazione americana, sono state le principali navi logistiche
dell'intera storia della marina militare. Esse hanno rappresentato un modello di nave da trasporto "unificata", che ha visto la
realizzazione di circa 3.000 vascelli, risultati decisivi nel vincere la seconda guerra mondiale da parte Alleata.


Autore Claudio Mischi







Offline sergio5959

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Re:Biografia di Lloyd D. Kinley - Autore Claudio Mischi
« Risposta #1 il: 18 Mag 2015, 10:00:11 »
Ti faccio i miei più vivi complimenti. BELLISSIMO lavoro.
Sergio

Offline Ariete

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Re:Biografia di Lloyd D. Kinley - Autore Claudio Mischi
« Risposta #2 il: 18 Mag 2015, 11:40:53 »
Bravissimo Claudio. 😉

Offline starfighter

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Re:Biografia di Lloyd D. Kinley - Autore Claudio Mischi
« Risposta #3 il: 18 Mag 2015, 22:34:27 »
Grazie per i complimenti :)
Senza passato non c'è futuro

Offline starfighter

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Re:Biografia di Lloyd D. Kinley - Autore Claudio Mischi
« Risposta #4 il: 18 Mag 2015, 22:46:59 »
Ringrazio di cuore l'Amico Fabio Raimondi per aver ospitato in questo forum la Biografia/Ricerca Storica da me scritta su Lloyd D. Kinley. :friends:
Senza passato non c'è futuro

Offline mazwork

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Re:Biografia di Lloyd D. Kinley - Autore Claudio Mischi
« Risposta #5 il: 20 Mag 2015, 07:53:44 »
Gran lavoro, come sempre...
Ad augusta per angusta