Autore Topic: P.38 recuperato a Chioggia  (Letto 3581 volte)

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Offline roberto

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P.38 recuperato a Chioggia
« il: 03 Ott 2012, 11:38:52 »
Ancora Oggi la nostra Associazione Ricercatori Storico Aeronautica Dogfight di Thiene è messa al muro sull'assegnazione del P.47 Thunderbolt recuperato a chioggia, allora per notizia metto questo articolo comparso su una rivista militare, riguarda il ritrovamento di una carlinga di P.38 integra avvenuta a chioggia... di cui non no molto sentito parlare, ma sapete la fine che ha fatto? io so per certo che è andata distrutta come rifiuto speciale perchè nessuno ne ha mai chiesto l'ASSEGNAZIONE allora di qual'è colpa si accusa la Dogfight di aver fatto la richiesta al fine di cercare di preservare un reperto storico oppure perchè non siamo famosi come Associazione? O perchè non siamo importanti?  Sperò che qualcuno smentisca le mie notizie per altro date da chi materialmente aveva in mano la pattata bollente cioè la Capitaneria di Porto di Chioggia (VE). Inoltre per notizia tale carlinga è rimasta sul piazzale doganale per circa 16 mesi prima di andare distrutta............

 P38 a Chioggia!


    Leggo su una rivista non "militare" "Auto D'epoca" di questo mese la notizia
    che riporto.
    Ne sapevate qualcosa?


    Ritrovato un P-38 al largo di Chioggia

    Il mare, a volte, tiene per anni celati i suoi segreti, per poi svelarli
    inaspettatamente. E' avvenuto proprio così, recentemente, nel tratto di mare
    che fronteggia l'entrata al porto di Chioggia, a poche miglia dalla costa.
    Lo scorso agosto, di prima mattina, le reti di un peschereccio che stavano
    rastrellando il fondale fangoso, risalendo si sono bloccate, imprigionate da
    un peso insolito. I pescatori, memori delle vicissitudini toccate ai loro
    colleghi incappati negli ordigni inesplosi della guerra di Bosnia, hanno
    subito allertato la Guardia Costiera, che è intervenuta con una sua
    motovedetta. Non c'è voluto molto per riconoscere nel "peso anomalo"
    imprigionato nelle reti del peschereccio la carlinga di un aereo americano
    della seconda guerra mondiale. Sono quindi immediatamente iniziate le
    operazioni di recupero: tramite una ditta specializzata, il velivolo è stato
    imbragato e riportato completamente in superficie in ogni suo pezzo; poi è
    stato trasportato a terra per iniziare le operazioni di messa in sicurezza.
    Il relitto è risultato intatto per buona parte della fusoliera e del corpo
    centrale, con le ali e la timoniera divelte dall'impatto con la superficie
    del mare. Sono risultate ancora intatte le cinque mitragliatrici, alcune
    ancora munite di colpi inesplosi. All'interno dell'aereo non sono stati
    rinvenuti resti umani, segno che il pilota è riuscito a lanciarsi in tempo,
    prima della caduta. Ora il velivolo si trova nel piazzale interno della
    Capitaneria di Porto di Chioggia, a disposizione dell'autorità giudiziaria,
    che aprirà, come d'obbligo, un'inchiesta. Un primo dettagliato rapporto è
    già stato trasmesso al sostituto procuratore presso il Tribunale militare
    Sergio Dini. In attesa dei risultati della perizia affidata ad un Ufficiale
    dell'Aeronautica militare, che dovrà far luce sulle caratteristiche
    dell'aereo, comunque, il dossier fotografico predisposto dalla Capitaneria
    di Porto su richiesta della magistratura ha già permesso di identificare
    l'aereo. Si tratterebbe, a quanto pare, di un caccia bimotore Lockheed P-38
    Lightning, impiegato dagli alleati in massiccia quantità come caccia di
    scorta durante le ultime fasi della campagna d'ltalia. Il ritrovamento è
    tanto più inaspettato e singolare in quanto è avvenuto a poco più di 15
    metri di profondità, in una zona solcata e scandagliata continuamente da
    ogni genere di imbarcazione. Se come è presumibile, si riuscirà a risalire
    al numero di identificazione del velivolo, non è impossibile che presto
    tutta la sua storia ritorni alla luce. L'armamento dell'ultima versione del
    caccia, quattro mitragliatrici calibro 50 ed un cannone da 20 mm montati sul
    muso, corrispondono a quelle dell'aereo ripescato a Chioggia, prova che
    l'aereo recuperato doveva essere di quelli utilizzati verso la fine del
    conflitto.

Offline Freddy

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Re: P.38 recuperato a Chioggia
« Risposta #1 il: 03 Ott 2012, 14:36:11 »
Certo che arrivano un po'tardino con questa notizia. La faccenda risale a qualche anno fa , esattamente al 2004, e ormai il relittorisulta essere già stato fatto saltare dagli artificieri. Magari fosse ancora alla Capitaneria. Ne abbiamo già parlato più volte sul forum. Dai un'occhiata in:
http://www.archeologidellaria.org/index.php?topic=384.45
Comunque sia non è stato recuperato da un peschereccio ma da un'impresa che stava facendo dei lavori aulla bocca di porto di Chioggia. Verosimilmente era stato sì recuperato da qualche motopesca ma poi scaricato in mare in prossimità della bocca di porto per paura di grane (cosa che in Italia non manca mai se fai qualcosa appen appena fuori dall' usuale).
Ovvio quindi che il reale rinvenimento risale a prima del 2004 e non certo a pochi giorni fa.
Certo che la notizia data dal giornale , se fosse vera, dimostrerebbe che in realtà il reperto non è stato distrutto come invece sembrava. La cosa mi sembrerebbe abbastanza strana dato che al proposito avevo interpellato il Dott. Luigi Fozzati, a suo tempo direttore del Nausicaa, la sezione di archeologia subacquea della Soprintendenza di Venezia e lui mi aveva confermato di non aver saputo più nulla del musone di P-38 dopo che Dino Pagano lo aveva informato in merito. A suo dire risultava ancora affidato alla Capitaneria di Porto. Successive voci di popolo, a dire il vero non suffragate da prove certe, avevano fatto capire che la Capitaneria stessa aveva ricevuto l'autorizzazione dalla Procura della Repubblica per rendere inerte l'armamento del relitto e che quindi questo era stato fatto saltare dagli artificieri in un punto non noto della laguna. Questo soltanto perchè il cannoncino aveva ancora il colpo in canna (e non avrebbe potuto non averlo) e nel serbatoio munizioni c'erano ancora dei colpi inesplosi. Micky ne sa qualcosa ed anche Dino che non solo dovrebbe avere delle foto fatte nel 2004 ma si era anche occupato di denunciare il ritrovamento alla Soprintendenza per i Beni Archeologici.
Qui vorrei chiedere aiuto a MIcky. Micky è possibile che l'informazione che avevi avuto riguardo al fatto che il musone fosse stato fatto brillare possa non essere vera e che magari il reperto esista ancora? Era affidabile la fonte?
Se fosse come cita il giornale bisognerebbe darsi immediatamente da fare per rilevare le matricole delle armi in modo da procedere con l'identificazione. Di quella mi occuperei io tramite i miei contatti negli Stati Uniti.
Purtroppo Dino è da un po'che non si fa sentire altrimenti sono sicuro che si muoverebbe immediatamente per saperne qualcosa di più.
Non dimentichiamo, però, che potrebbe anche trattarsi di un altro musone di P-38. Mi suonerebbe strano visto l'identico stato di conservazione e il medesimo punto di rinvenimento ma... chi lo sa.
« Ultima modifica: 03 Ott 2012, 14:37:24 da Freddy »

Offline mkobau

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Re: P.38 recuperato a Chioggia
« Risposta #2 il: 03 Ott 2012, 22:27:30 »
Auto d'epoca scrive anche di storia "non a 4 ruote"ma scrive parecchie "notizie errate o vecchie",non è gran che considerata nel mondo dell'automobilismo d'epoca,è ricca di raduni,foto vecchie e pagine e pagine di queste "perle",sono anni che incefolano i numeri per evitare che i possibili aquirenti prima guardino il contenuto per poi comprarla,lasciamola perdere per gli aerei.marco

Offline dino

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Re: P.38 recuperato a Chioggia
« Risposta #3 il: 03 Ott 2012, 23:22:44 »
Ciao a tutti ragazzi,
relativamente al P-38 di Chioggia posso dire con certezza queste cose, perchè sono stato peraltro anche testimone oculare della vicenda:
si trattava solamente del muso di un P-38, completo di tutte le armi di bordo e si vedevano charamente anche i caricatori delle munizioni cal. 50 con tanto di stampigliature. Il pezzo era troncato proprio all'altezza della culatta del cannone, vi era i vano del carrello però mancante dello steso. Il muso fu recuperato a una profondità di una decina di metri lungo la diga nord del porto di Chioggia, ovverosia quella di Ca'Roman, ad opera di personale della ditta che si stava occupando della bonifica bellica in occasione della futura ristrutturazione della bocca di porto per le grandi opere del "Mose". Probabilmente il pezzo fu incocciato al largo da qualche peschereccio che pensò bene di disfarsene perchè se lo avrebbe dichiarato sarebbe stato costretto a rimanere almeno 3 miglia al largo del porto in attesa del personale arteficere, seguendo il regolamento del porto...e con tanto di pescato a bordo magari!!!... Dunque, chissà quando fu "pescato". Di sicuro la diga nord è sempre stata una sorta di "discarica" da parte dei pescherecci che incocciavano ordigni e altro, atteso che, a dispetto della diga sud, non è molto frequentata da bagnanti. Tra le altre cose, fu trovata anche una mina marina, di quelle tonde per intenderci... Il "musone" fu depositato sullo spiazzo antistante la Capitaneria di Porto di Chioggia che provvide ad avvisare la Procura Militare (...non so con che fine o che competenza, dato che non vi è un delitto militare da trattare!) e se lo tenne per un bel pezzo quando finalmente il nucleo S.D.A.I. di Ancona ebbe il tempo per intervenire a Chioggia, se lo caricò e lo fece brillare per i motivi che Freddy ha esposto.
Soprintendenza avvisata del rinvenimento molto prima che lo facessero esplodere....
....ergo, e come è evidente...se non si tratta di relitto greco, romano, medievale...è facile che, anche se tutelato dall'attuale normativa...non interessa a nessuno degli organi preposti...
Da qualche parte ho ancora le foto che scattai (non in digitale, all'epoca non ero armato con una reflex di tale format...) e gli articoli che furono pubblicati sui quotidiani locali che, sostanzialmente, scrissero anche tutta una serie di inesattezze, come quelle riportate sopra...
un saluto :)   

Offline roberto

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Re: P.38 recuperato a Chioggia
« Risposta #4 il: 04 Ott 2012, 18:01:21 »
Salve ragazzi ho messo questo messaggio sul forum per farmi capire il perchè l'Associazione Ricercatori Storico Aeronautica imbasti l'avventura di recuperare il relitto del P.47 Thunderbolt pescato dal peschereggio Padre Pio. Noi per sbaglio venimmo a conoscenza che era stato recuperato questa parte di P38 è quando abbiamo chiesto notizie la Guardia Costiera ci comunico che era stato distrutta ma non nel 2004 ma ben si quasi tre anni dopo, dunque per quanto so io questo pezzo fu distrutto nel 2007. Il relitto del P.47 era ormai adagiato sotto il sole da tre mesi e nonostante la Capitaneria di Porto di Chioggia avesse scritto a destra e a sinistra nessuno si interesso a quel pezzo di storia fummo noi a richiedere tramite il comune di Thiene (VI) motivando il fatto che questo tipo di aereo aveva più volte bombardato il nostro centro.  Poi passarono  altri  mesi prima che la burocrazia acconsentisse il prelevamento di quello che restava del P.47. Io so per certo che un anno dopo è stato ripescato anche l’altro carrello del P.47 Thunderbolt ma è andato distrutto come rifiuto speciale perché nessuno ne aveva fatto richiesta è giustamente nessuno aveva pensato di chiamarci. La mia domanda è questa noi siamo stati criticati da molte  Associazioni appassionate di storia aeronautica  per quella nostra assegnazione ma perché altre  Associazioni non si sono fatte avanti prima di  Noi , i membri del GAVS che tanto hanno sputato sulla nostra Associazione chiamandola in molti nomi e nomignoli perché non aveva presentato prima di noi una richiesta formale per avere il P.47? La risposta è  “sono  soldi buttati via”  …….. come i nostri 7.500 euro spesi di tasca nostra per cercare di arginare l’impossibile.  Ho voluto fare questa premessa perché aimè ogni anno molti pezzi di aerei recuperati per errore dai peschereggi , vengono demoliti da parte dell’autorità perché nessuno si fa aventi e le istituzioni nemmeno…. Allora chiedo a voi come si potrebbe fare una richiesta ufficiale per essere informati di questi rinvenimenti e poi le varie Associazioni più vicine nel territorio chiederne la custodia per un eventuale recupero…..
Roberto Mantiero

Offline dino

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Re: P.38 recuperato a Chioggia
« Risposta #5 il: 04 Ott 2012, 23:35:57 »
Ciao Roberto,
riguardo al carrello ritrovato dallo stesso "Padre Pio" poco dopo, ne abbiamo parlato poco più avanti nel topic che espongo di sotto

http://www.archeologidellaria.org/index.php?topic=384.120

le fotografie che vedi le ho eseguite io e, seguendo il dibattito al quale hanno partecipato persone molto più qualificate di me, pare evidente che il carrello sia di un altro P-47, pertanto, nella zona ove è stato ripescato, vi è un altro relitto di aereo analogo o magari anche solo parti dello stesso.

Tranquillo che purtroppo ben conosco la burocrazia e le rompiture di p...in ordine alla p.a., in particolare (sig!!!) alla C.P. di Chioggia (esperienza docet!...analoga a quella di Venezia, situazione che cambia al giorno alla notte con Trieste perchè a parte la gentilezza mi hanno dato delle dritte incredibili a mie richieste inerenti ricerche) che, di fatto e direi nella maniera più pratica possibile, si è liberata di un rottame altrimenti da smaltire.

Ribadisco, mi spiace per il denaro che è andato speso, che non è poco, però son contento che lo abbiate lì e che non è finito male quel P-47.

Un salutone.

Dino   

Offline roberto

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Re: P.38 recuperato a Chioggia
« Risposta #6 il: 05 Ott 2012, 11:50:04 »
Ciao Dino guardero il postic che mi hai indicato, ben se hai delle dritte fammele conoscere, noi seguendo l'iter intrapreso stiamo ora aspettando la comunicazione dell'ambasciata americana sul dafarsi visto che purtroppo con tutti i soldi spesi il trattamento non è servito a molto la salsedine e il fatto che per 10 mesi è stato al sole dove era stato riposto e altri fattori cioè mancanza di fondi per finire il trattamento ha fatto si che il deterioramento del p.47 è arrivato a un punto estremo, per adesso abbiamo salvato due pompe d'olio, il castello motore, e il carrello altre parti sono cosi decadute che non riusciamo ad arrestare la corrusione anche la vasca e la continue pulizie anche mediante olio non è servito a molto.

Offline roberto

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Re: P.38 recuperato a Chioggia
« Risposta #7 il: 05 Ott 2012, 12:08:00 »
Chiedo scusa ho appena finito di prendere un grande cicchetto dal mio Presidente Denis Tolio che mi ha detto di rimediare immediatamente i soldi spesi per recuperare il relitto del P.47  sono di 8.500 non 7.500 come avevo scritto  nei precedenti topic in quanto mi ero scordato di mettere i soldi per la realizzazione della vasca di contenimento che ci è costata 1000 euro che all'inizio sembrava che le Amministrazioni coinvolte Regione e Comune ci restituisse cosa che non è mai avvenuta. Caro Dino ma che fine ha fatto il carrello ? Ho letto il forum messo in rete ma non spiega che fine abbia fatto almeno che io non sia cieco. che potrebbe anche essere ultimamente prendo fischi per fiaschi ah ahhh.