Autore Topic: Un caccia nel lago di Garda  (Letto 10404 volte)

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Offline Freddy

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Re: Un caccia nel lago di Garda
« Risposta #15 il: 29 Set 2012, 10:45:04 »
Certo, è amaro constatare che oggi, in un mondo sempre più legato ad Internet dove è possibile trovare di tutto e di più, sia giusto che sbagliato, con pochi click del mouse, nessun giornalista (apparentemente) si periti di perdere 5 minuti a verificare la correttezza dei dati che sono stati loro forniti, spesso da persone non informate oppure, peggio, dai soliti "esperti" di cui l'italia ed in particolare le varie reti televisive, sembrano "infestate".
Questi "tuttologi" sono in realtà personaggi che, in base alla propria laurea o lauree (probabilmente acquisite presso qualche lotteria di beneficenza) credono di poter pontificare su tutto l'umano scibile.
Di solito si tratta di elementi raccomandati dalle varie correnti politiche e saldamente annidati nelle varie sedi dei media più accreditati.
Anche i giornalisti, per parte loro, oggi sono tutti laureati e spesso a pieni voti ma talvolta danno  l'impressione che lo sforzo fatto per l'acquisizione del titolo accademico abbia esaurito tutte le loro energie per gli anni a venire.
Questa potrebbe essere la ragione del loro pressapochismo non solo riguardo alla correttezza delle notizie da loro divulgate ma anche nell'uso di un Italiano che si possa definire almeno "accettabile" se non "corretto".
Se date un'occhiata agli articoli dei giornali del tempo di guerra o anche degli anni '50 o '60, certo vi potrete trovare qualche leggera inesattezza oppure qualche refuso ma mai certe "bestialità" che si sentono quasi ogni giorno alla televisione o si leggono sui vari quotidiani.
Certo, ma a quei tempi non tutti i giornalisti erano laureati e non c'era ancora Internet e quindi erano costretti a documentarsi con impegno e fatica prima di mettere mano alla penna.
Quella si chiamava, con un termine oggi disusato, "etica professionale" ed esisteva un  "codice deontologico" anch'esso, oggi, morto e sepolto.
Cosa ci resta da fare? Sperare almeno che, quando un giornalista abbia la necessità di scrivere un pezzo riguardante gli aerei utilizzati o abbattuti durante l'ultima guerra, prima di mettere nero su bianco dia una scorsa, anche solo superficiale, ai vari Forum che se ne occupano (bene) da molti anni.
Archeologi dell'Aria credo sia a disposizione di chiunque voglia cimentarsi nella lotta alle "castronerie" e, tra l'altro le risposte le fornisce in "tempo reale".

Offline mazwork

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Re: Un caccia nel lago di Garda
« Risposta #16 il: 29 Set 2012, 19:50:07 »
Giustissimo Freddy, ma questo andazzo esiste già da un bel po' di tempo! Vuoi un esempio?

Fin dai primi anni 90 mi lamentai dei programmi "storici" di un noto raccomandato RAI... Bene, è ancora lì al suo posto anche se è decrepito!

In un paese tuttora diviso in "caste", ci dobbiamo pure sorbire le battute di Ministri e/o Viceministri della Repubblica sui "giovani mammoni sf***ti" quando loro o i loro figli sono stati piazzati al posto giusto senza fare gavetta o concorsi...

 :angry2: :angry2: :angry2:
« Ultima modifica: 29 Set 2012, 19:56:10 da mazwork »
Ad augusta per angusta

Offline Doctor_Bs

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Re: Un caccia nel lago di Garda
« Risposta #17 il: 07 Ott 2012, 17:01:11 »
Aggiornamenti in merito?

Offline PoRiverCrossing

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Re: Un caccia nel lago di Garda
« Risposta #18 il: 16 Ott 2012, 12:08:22 »
Nella zona descritta dal giornale un segnale lo trovammo anche noi nell'Agosto 2010, insieme ad almeno sette altri segnali giudicati significativi (considerando anche quello di un TIR inabissatosi nel 2001).
Purtroppo nessun segnale corrispondeva in dimensioni a quello che cercavamo noi.

Visto il traffico d'imbarcazioni da ricerca nel lago di Garda prima o poi ci dobbiamo aspettare una collisione...

Simone

Offline PoRiverCrossing

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Re: Un caccia nel lago di Garda
« Risposta #19 il: 16 Ott 2012, 14:44:20 »
Simone, ma avevate fatto voi la ricerca con il Side Scan Sonar oppure eravate usciti con i Volontari???

La cosa era partita da un contatto tra noi e un noto museo di Trento, mentre la logistica era stata seguita da un nostro collaboratore, il quale aveva reperito un operatore con sonar a Genova ed aveva trovato l’appoggio di un gruppo sommozzatori del lago di Garda.
Era stato utilizzato un grosso gommone con al traino il sonar, del quale non ricordo né il modello e neppure il nome (dovrei riprendere il dossier nell'archivio), la cosa che ricordo bene era l'incredibile freddo durante la notte, nonostante fosse Agosto.
Personalmente ho presenziato alle operazioni della sola prima notte, mentre è stata necessaria una seconda notte per terminare la copertura di una esigua porzione del Garda Trentino, a causa di alcuni arresti obbligati durante le operazioni della prima notte, dovuti alla presenza di imbarcazioni di pescatori non autorizzati e senza alcuna luce di segnalazione...
La ricerca aveva in un primo tempo avuto seguito con l’offerta di un ROV da parte di un grosso ente italiano, ma che infine non si concretizzò per questioni burocratico-assicurative, tanto per cambiare.

Simone

Offline Fabio

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Re: Un caccia nel lago di Garda
« Risposta #20 il: 19 Ott 2012, 15:30:13 »
Potrebbe essere questo?

Presidente di Archeologi dell'Aria APS

Offline Freddy

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Re: Un caccia nel lago di Garda
« Risposta #21 il: 21 Ott 2012, 18:55:55 »
Si certo ma badate che Allen è MIA cioè MISSING IN ACTION e quindi, se qualcuno ha intenzione di esplorare il relitto bisognerà che usi la massima cautela nel caso che alcuni resti del pilota siano ancora nell'abitacolo.
In questo caso, considerata la profondità l'utilizzo di un R.O.V. è assolutamente necessario.
Visto il caso particolare suggerirei di comunicare la scoperta al D.P.M.O. del Dipartimeno della Difesa U.S.A.
A parte tutte le altre priorità che hanno riguardo ad altre segnalazioni pregresse, tuttavia dispongono di mezzi adeguati per un eventuale recupero (o almeno quello dei possibili resti umani).
Dovrebbero venire in Italia, credo il prossimo anno, per un caso di P-38 in Alto Adige per cui potrebbe anche darsi che possano intervenire anche nel lago o almeno fare un sopralluogo.
« Ultima modifica: 21 Ott 2012, 19:05:24 da Freddy »

Offline cmond

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Re: Un caccia nel lago di Garda
« Risposta #22 il: 22 Ott 2012, 17:55:15 »
Nei War Department Files degli archivi USA (NARA) lo status del 1Lt Truman L. Allen è KIA e la data di morte, 26 aprile 1945, coincide con quella di attribuzione dello status di MIA, benché non siano mai stati recuperati i resti del pilota. Probabilmente questo è dovuto alla testimonianza del 1Lt Bradley A. Muhl riportata nel MACR, che considerava improbabile la sopravvivenza del commilitone.

Quando invece non esistono né prove né testimonianze - anche solo approssimative - circa la sorte di un aereo, lo status di MIA dell’equipaggio viene modificato in KIA trascorso un anno e un giorno dalla data di scomparsa.
« Ultima modifica: 22 Ott 2012, 17:56:25 da cmond »

Offline Fabio

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Re: Un caccia nel lago di Garda
« Risposta #23 il: 22 Ott 2012, 22:20:19 »
 Grande cmond :good:
Presidente di Archeologi dell'Aria APS

Offline Freddy

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Re: Un caccia nel lago di Garda
« Risposta #24 il: 22 Ott 2012, 23:00:27 »
Si questo lo so bene, ma a parte l'iter burocratico che assegna l'uno o l'altro stato, resta comunque il fatto che le spoglie di Allen non sono mai state recuperate e quindi non hanno trovato una degna collocazione in patria o in uno dei tanti cimiteri militari sparsi in Europa.
Il DPMO non fa differenze tra MIA, KIA, FTR ecc. anche se nelle liste da loro pubblicate compaiono soltanto i nomi di quelli che sono ancora ufficialmente in status di MIA. Se tu vai a controllare quella lista vedrai che ci sono 20150 nomi circa ma questa cifra è ben lontana da quella reale stando alle cifre fornitemi personalmente dal Dott. Mark Russel, il Direttore del DPMO, che parlava di 7500 militari USA ancora mancanti all'appello soltanto nell'area dell'Adriatico e zone costiere, non parliamo poi del resto d'Europa, Asia e varie altre parti del mondo
Il fatto che il nome di Allen sia tra quelli presenti nel Cimitero Americano di Frirenze è soltanto perchè, appunto come tu dici, c'è stato un provvedimento che ha variato lo status. Tutti i militari americani che compaiono nelle "Tablets of the missing or buried at sea" sono da considerarsi a tutti gli effetti ancora dispersi ed in attesa di essere riportati a casa. Confesso di non conoscere le ragioni per cui alcuni dei dispersi passarono allo stato di KIA ad un anno e un giorno dal loro mancato ritorno ma quel che è certo e che sono una minoranza rispetto a quelli che in effetti non sono mai stati ritrovati
Come vedi è solo una questione di termini ma la sostanza non cambia. Se nel lago c'è veramente quel P-47 è possibile, anche se abbastanza improbabile dato che il tettuccio era aperto al momento dell'impatto, che al suo interno ci possano ancora essere i resti del pilota o parte di essi.