Autore Topic: Ammaraggio due Wellington RAAF di fronte alla spiaggia di Alghero  (Letto 4266 volte)

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Offline sardinian

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Apro un nuovo topic anche se dell'argomento ne avevo già parlato altrove. La questione è la seguente.

Il giorno 15 Agosto 1944 tra le 06,30 e le 06,47 due Vickers Wellington della Royal Australian Air Force (HF401 e HF342), appartenenti al 458° Sqdn. di base ad Alghero, di ritorno da una missione di ricognizione nel Mar Ligure non riuscirono ad atterrare sul campo per la presenza di una fitta nebbia e, ormai in emergenza carburante, furono costretti ad un ammaraggio di fortuna di fronte alla spiaggia del Lido di Alghero. La manovra riuscì perfettamente e gli equipaggi, preso posto sui battellini di salvataggio,  raggiunsero incolumi la spiaggia. Il rapporto ufficiale (di fonte australiana) parla di due ammaraggi effettuati più o meno nello stesso punto a circa 200 yards (180 mt.) dalla spiaggia. Non precisa tuttavia il punto preciso né se per “Lido di Alghero” debba intendersi l’intero tratto di spiaggia fra la città e Fertilia o vada invece inteso in senso letterale, ovvero la parte più meridionale del litorale.
L’episodio è comunque storicamente documentato ed anzi alcuni anziani reduci australiani da me contattati ancora manifestano disappunto per la perdita dei loro aerei a seguito di incomprensioni ed errate valutazioni da parte del Controllo del Traffico Aereo circa il possibile miglioramento delle condimeteo.

La domanda che mi/Vi pongo è: che ne fu di quegli aerei?. Il 458° lasciò Alghero il 2/9/44 e gli Alleati qualche settimana dopo. Tutto lascia intendere che all'eventuale recupero dovettero provvedere le autorità italiane. Mi rivolgo perciò agli esperti del forum per chiedere quali fossero (se c'erano)  le procedure di recupero di aeroplani ammarati, specie in bassi o bassissimi fondali (5-10 mt. in alcuni tratti anche  meno), come nella zona in questione. Di chi era la competenza? E come si pensò di portarli eventualmente a terra? Furono poi recuperati in qualche modo?
L'altra questione è: anche in caso di recupero sarà rimasto qualcosa sul fondo, magari sotto la sabbia? Vale la pena di cercarlo?
Mi sono rivolto anche alla Guardia Costiera per vedere se hanno qualcosa negli archivi e sono in attesa di risposta.
Resto in ansiosa attesa di vostre illuminate delucidazioni. 

Offline franzisket

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Re: Ammaraggio due Wellington RAAF di fronte alla spiaggia di Alghero
« Risposta #1 il: 22 Mag 2012, 11:29:32 »
....se sono affondati credo proprio che nessuno si sia preso la briga di cercare di recuperarli in tempo di guerra....soprattutto le malconcie autorità italiane del tempo....

Offline sardinian

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Re: Ammaraggio due Wellington RAAF di fronte alla spiaggia di Alghero
« Risposta #2 il: 22 Mag 2012, 12:25:03 »
....se sono affondati credo proprio che nessuno si sia preso la briga di cercare di recuperarli in tempo di guerra....soprattutto le malconcie autorità italiane del tempo....


Ma i fondali sono davvero bassi e la coda di un Wellington è alta più di 5 mt.! Inoltre la zona è da più di 50 anni altamente frequentata da ogni tipo di imbarcazione e da centinaia di sub e pescatori ogni anno. Che io sappia nessuno ha mai avvistato nulla in quelle acque. Forse il recupero è avvenuto nel dopo guerra. Ma non c'era una speciale autorità nazionale per questo tipo di operazioni, come per il ripristino dei porti e cose del genere?

Offline sardinian

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Re: Ammaraggio due Wellington RAAF di fronte alla spiaggia di Alghero
« Risposta #3 il: 26 Mag 2012, 12:14:54 »
Scusate se torno sull'argomento, anche perché non ho avuto molte risposte. Ho cominciato a fare delle ricerche in loco, ricerche testimoniali ovviamente, ma qui nessuno sembra saperne nulla. Eppure il fatto è certo, ho perfino i nomi dei membri di equipaggio.
Allora le mie ulteriori domande agli esperti sono:
- quanto tempo ci mette un Wellington ad andare a fondo?
- esiste un metaldetector subacqueo e ci sarebbe qualcuno intenzionato a farsi una bella nuotata in Sardegna? :)

Offline dino

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Re: Ammaraggio due Wellington RAAF di fronte alla spiaggia di Alghero
« Risposta #4 il: 26 Mag 2012, 16:43:31 »
Ciao Sardinian e un slauto a tutti.

Ho avuto modo di fare immersioni nelle spendide acque della Sardegna e di Lavezzi (anche se qui siam già in Corsica) e non hanno nulla da invidiare ad altre acque!!

Fatta questa premessa, il tempo che ci impiega un corpo ad affondare è diverso e non può essere quantificabile.

Per quanto attiene i lavori eseguiti nei porti, nel dopoguerra furono eseguiti dai più svariati enti e con l'ausilio delle più svariate ditte. Solitamente la capitaneria di Porto e l'Autorità Portuale (se esisteva e dipende ovviamente dal porto) di volta in volta si avvalevano di ditte per il dragaggio e lo sminamento, pertanto non solo militari, ma anche civili che avevano fatto un corso in tal senso, pertanto si "ingegnavano" di recuperare i manufatti di ogni genere e magari di far brillare quelli esplosivi.

Per quanto attiene il materiale metallico recuperato, andava riciclato e tornava in fonderia. Sostanzialmente, all'epoca interessava che un porto fosse bonificato, riaperto, pertanto riprendesse le normali funzionalità.

Rimanendo in ambito marittimo, in tempi recenti se devono essere fatti lavori portuali, la ditta che si aggiudica l'appalto si prende l'onere di due indagini: quella storico-archeologica (vedasi il rinvenimento casuale di reperti archeologici) e di bonifica bellica. Nel caso di quest'ultima, solitamente viene ingaggiata una ditta di bonifica che procede all'esplorazione della zona e laddove individuino un reperto bellico o presunto tale, avvisano la C.P. che chiede l'intervento in zona del nuleo S.D.A.I. della marina competente per territorio.

Nel caso del porto di Molfetta, ad esempio, vista la complessità dell'attività in corso e la particolerità della zona (leggasi, fanno il porto dov'era una discarica di esplosivi a fine guerra) sta operando il Consubin.

Ho paura che dei relitti due due Wellington, se così fosse, non vi sia rimasto granché, soprattutto in un fondale del genere.

Io proverei a fare qualche indagine in questo senso: Archivio di Stato locale (cartelle della Prefettura dlel'epoca, se vi sono consrvate le massime del rinvenimento esplosivi e se hanno ricevuto i fondi della locale C.P.), Capitaneria di Porto locale (non ci spererei più di tanto però....), archivio della locale Autorità Portuale (che è un'ente civile).

Altrimenti, si può iniziare con marchera e pinne a fare snorkeling che è una buona forma di ricognizione di fondali di quel tipo prima di un'immersione per rimanere in profondità più a lungo e verificare qualche bersaglio sospetto.

Ciao e a risentirci.

Dino     

Offline dino

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Re: Ammaraggio due Wellington RAAF di fronte alla spiaggia di Alghero
« Risposta #5 il: 26 Mag 2012, 16:44:55 »
...dimenticavo un'ultima cosa: si esistono metal subacquei e ti assicuro che hanno un'ottima funzionalità.

Offline sardinian

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Re: Ammaraggio due Wellington RAAF di fronte alla spiaggia di Alghero
« Risposta #6 il: 26 Mag 2012, 19:04:57 »
Ti ringrazio per la risposta. Comunque il punto dell'ammaraggio non precludeva la funzionalità del porto che del resto non rivestiva/riveste importanza strategica o commerciale. Si tratta infatti di un'area proprio davanti ad una spiaggia ben fuori dal porto e per di più con fondali piuttosto bassi (8/10 mt) e con il fondo quasi interamente ricoperto di poseidonia che rende l'osservazione praticamente impossibile.
Proverò con la Prefettura, dove dovrei ancora avere un compagno del servizio militare.

Offline dino

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Re: Ammaraggio due Wellington RAAF di fronte alla spiaggia di Alghero
« Risposta #7 il: 26 Mag 2012, 21:33:19 »
Ciao Sardinian, a questo punto, hai provato in Capitaneria, Sezione Tecnica? Può darsi che lì abbiano la segnalazione del relitto.
...mi spiego meglio: sulla base del C. d. N. qualsiasi relitto deve essere segnalato alla locale Autorità Marittima che lo comunica anzitutto all'Istituto Idrografico della Marina (Livorno) per l'aggiornamento delle carte nautiche ufficiali, quindi, se del caso, dispone immediatamente un'ordinanza di pericolo e conseguente divieto alla navigazione e attività marittime correlate.
Questa è la prassi.
Andiamo sul PRATICO: può darsi (e ripeto PUO' DARSI) che all'epoca di Noè qualcuno di buona volontà (leggasi pescatori costieri ravvicinati) abbia segnalato che le proprie reti abbiano incocciato su qualche cosa o ne abbiano recuperato parte. Ecco che il buon marinaio della C.P. dell'epoca ha senz'altro acquisito la denuncia di rinvenimento di relitto e ne abbia riportato nella propria carta il punto, quindi ne ha trasmesos le coordinate all'Istituto per quanto di competenza.
In altre parole, le Sezioni Tecniche e, di conseguenza, l'Istituto, semplicemente PULLULA di punti che sono segnati generiamente come "relitti", ma possono essere di tutto: aerei, navi, bettoline, afferrature, attrezzature varie, polli anatre e galline e chi più ne ha più ne metta e, diligentemente, sono riportate in mappa!
Altro scenario, più recente: il buon pescatore segnala (tieni presente che un vero pescatore, generalmente, se trova un relitto ci passa le reti sopra ed è ben lungi dal segnalarlo, e per ovvi motivi...) una cosa del genere, qualcosa ha raccolto nelle reti, è un relitto (forse) e preso da civico senzo di responsabilità, ne segnala la cosa alla C.P. dove, guarda caso, cambio generazionale della guardia, trovi un Marinaio che, più prosaicamente chiede altre informazioni e pensa: "...ma è pericoloso alla navigazione?...No!...armi, esplosivi, similari?...No..." e dunque: MACCHISENEFREGA non segnalo alcunché né riporto in mappa.
Me ne sono accorto su un relitto di una bettolina che abbiam scoperto di recente dalle mie parti: pieno zeppo di munizionamento, peraltro da indagine storica già segnalato negli anni 50' e "scordato" dalla generazione successiva, ma non dalle mappe nautiche che l'I.I.M. incluse all'epoca e a oggi....
Ergo:....altro consiglio, controlla un po' le mappe nautiche della zona che magari possono serbare novità, ma controlla anche quelle di edizione precedente. Se trovi in mappa da quelle parti l'indicazione di un relitto, a questo punto occorre andare in acque, solamente così si può scoprire di che cosa si tratta, a meno che qualcuno non abbia un side scan sonar!
e un consiglio bis: hai parlato con qualche diving locale e con i pescatori (ma quelli più vecchiotti, sicuro ti diranno qualcosa in più). Se nel caso del diving, consiglio: resta generico e non spiattellare tutta la storia, perché stava capitando un guaio di discovery ad esempio, con i due Me-323 "Gigant" di caprera....
Ciao e son qui.

Dino
       

Offline flying dutchman

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Re: Ammaraggio due Wellington RAAF di fronte alla spiaggia di Alghero
« Risposta #8 il: 28 Mag 2012, 15:15:34 »
Dino, se quella bettolina e' quella che dico io, anni fa andai a pescar vongole con una barca proprio li' vicino..... :hi:
longi

Offline dino

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Re: Ammaraggio due Wellington RAAF di fronte alla spiaggia di Alghero
« Risposta #9 il: 28 Mag 2012, 21:30:01 »
Dino, se quella bettolina e' quella che dico io, anni fa andai a pescar vongole con una barca proprio li' vicino..... :hi:
longi

CIAOOOOO :yahoo:
e scusami se non mi sono fatto sentire in questi ultimi tempi, ma ero piuttosto impegnato!!
Come va con gli imbarchi? spero sia tutto ok!
Se ti riesce, vedi l'ordinanza n. 08/2010 della Capitaneria di Porto di Chioggia, e fornisco i punti senza problema alcuno, giacchè ovviamente è di dominio publbico ed è fatto divieto di attività nautiche e subacquee di qualsiasi genere.

Il relitto si trova in 45°07.867' latitudine Nord e 012°36.888' longitudine Est.

Ciao un salutone e a risentirci.

Dino
 :)

Offline flying dutchman

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Re: Ammaraggio due Wellington RAAF di fronte alla spiaggia di Alghero
« Risposta #10 il: 29 Mag 2012, 10:42:24 »
Ciao Dino  :)
siamo, plurale sempre occupati!!!
chissa' che una volta o l'altra non ci sitrovi per un.... :drinks: :drinks:
Sono a casa fino a meta' luglio, circa ...
stame ben!
Longi :friends:

Offline sardinian

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Re: Ammaraggio due Wellington RAAF di fronte alla spiaggia di Alghero
« Risposta #11 il: 03 Giu 2012, 11:46:54 »
Tornando ai miei Wellington, mi sono rivolto anche ad un  notissimo sub e autore di libri specialistici sui relitti sommersi (cito solo le iniziali E.T. perché non so se vuole essere citato) il quale ha contribuito a togliermi le residue speranze di venire a capo di questa storia.
L'ultima speranza sono i Carabinieri e la GdF agli URP dei quali mi sono rivolto per avere accesso ai loro archivi storici.
La conclusione cui sono giunto è che i due aerei sono ancora lì, o almeno quello che ne rimane  dopo il presumibile saccheggio cui indubbiamente saranno stati sottoposti immediatamente dopo l'evento e visti anche i bassissimi fondali.
Non penso che qualcuno si sia preso la briga di recuperarli ufficialmente in quanto non costituivano un ostacolo alla navigazione. Qualche perplessità mi sorge invece per le armi e per gli esplosivi, però visto che gli equipaggi si sono salvati, probabilmente i loro resoconti saranno stati rassicuranti.
Nel frattempo mi sono reso conto dell'enorme mole di relitti sommersi, navali ed aerei, per cui comprendo anche il fiacco entusiasmo dei più per un eventuale identificazione. Pazienza.
Infine prendo atto dallo stesso E.T. della presenza in Sardegna di un Chance Vought F4U Corsair francese su un fondale di 6 mt.
Comunque grazie per l'aiuto.

Offline pipistrello

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Re: Ammaraggio due Wellington RAAF di fronte alla spiaggia di Alghero
« Risposta #12 il: 03 Giu 2012, 23:06:57 »
Il Corsair è notissimo, ma E.T. conosce anche un Re.2001.